Fed e Repo, altra puntata della Telenovela. Altri 500 miliardi di dollari per salvare il sistema

Non sono mesi facili quelli che sta passando Jerome Powell alla guida della Federal Reserve. Mesi, e tanti momenti, di grande tensione, emergenza finanziaria e sudore freddo lungo la schiena. Mi riferisco ovviamente all’intervento forzato della Fed sul mercato interbancario americano dei Repo, una questione già più volte affrontata nel Blog (del 23 settembre, 17 ottobre, 28 ottobre, 30 novembre). Nella pagina del 28 ottobre scrivevo “sperando che la Telenovela non diventi un film dell’orrore”. Ebbene, la Telenovela continua. E il rischio che diventi qualcosa di Horror c’è sempre. Un rischio che la Fed guidata da Powell dal settembre scorso cerca di scongiurare mettendo sul mercato interbancario Usa enormi montagne di dollari.


Ecco l’ultima (per ora) puntata della Telenovela, che si potrebbe intitolare ‘Fed e Repo’, o anche, ricordando un film di Sergio Leone, ‘Fed e Repo, per qualche miliardo di dollari in più’. Ecco gli ultimi (per ora) numeri in questione: entro i prossimi 30 giorni la Fed inonderà il mercato con 500 miliardi di dollari di liquidità attraverso aste Repo e Term, a cui si sommano gli acquisti mensili del Quantitative easing varato nei mesi precedenti (e che Powell non vuole chiamare ‘Quantitative easing’, ma di fatto lo è). Un intervento della Fed assolutamente senza precedenti, che in ambienti finanziari è già stato ribattezzato ‘the firehose, l’idrante’, e che conferma i timori di molti: le scadenze bancarie e fiscali Usa di fine trimestre e di fine anno avrebbero scatenato una crisi sul mercato del finanziamento interbancario peggiore di quella del 17 settembre scorso.

Powell nei giorni scorsi aveva negato la necessità di altri interventi pesanti, per poi smentirsi di fatto soltanto il giorno dopo. Qualcuno invece l’aveva già previsto, come fanno notare alcuni siti web d’informazione: Zoltan Pozsar, l’analista di Credit Suisse noto come il ‘guru del mercato Repo’, nel suo studio dal titolo ‘Countdown to Qe4?’ metteva in guardia la Fed da guai decisamente più seri di quelli di settembre e ormai alle porte. Il motivo di questa previsione? Secondo l’analisi del guru di Credit Suisse, il mercato interbancario Usa ha bisogno “da oltre due mesi di un supporto diretto della Fed di enorme grandezza, soltanto per mantenere un andamento regolare. Se qualcosa accadesse, in caso la Federal Reserve sottovalutasse i rischi di fine anno, l’unica risposta possibile per evitare uno scenario da 2008 sarebbe quella dell’ampliamento immediato e a dismisura del Qe in atto”.


 


E questo mentre la Banca per i Regolamenti Internazionali (Bri, ovvero la Banca centrale delle Banche centrali) sottolinea: “attualmente i mercati Repo statunitensi dipendono troppo dal ruolo di quattro banche come prestatori marginali. E visto che la composizione dei loro assets liquidi è divenuta nel tempo sempre più distorta e indirizzata verso la detenzione di Treasuries, la loro capacità di fornire finanziamento con breve preavviso sui mercati Repo è andata via via diminuendo. Allo stesso tempo, l’aumento di domanda proprio per quel finanziamento da parte di istituzioni finanziarie particolarmente esposte al Leverage – come ad esempio gli Hedge funds – attraverso il canale Repo dei Treasuries sembra aver esacerbato al massimo i limiti di quelli che si credevano unicamente dei fattori temporali”. In pratica, nel mercato Repo americano si è portato il sistema allo stremo.


Conclude la Bri: “non solo la Fed si è trovata ad affrontare, improvvisamente, una crisi in grande stile, ma proprio a causa dell’uso e abuso del mercato Repo da parte di questi soggetti attraverso i cosiddetti Multi-strat funds, ciò che si è trovata davanti è stata una costellazione di situazioni potenzialmente esplosive. E in contemporanea. Un qualcosa che, se non tamponato immediatamente ed emergenzialmente, avrebbe potuto far partire una valanga che sarebbe facilmente sfociata in trilioni di dollari di controvalore in assets forzatamente liquidati come conseguenza dello Tsumani di Margin calls che avrebbe colpito gli Hedge funds di tutto il mondo”. Insomma, si è rischiato un altro 15 settembre 2008.


Tutto ciò fa capire che non solo queste emergenze continuano a essere affrontate ‘semplicemente’ mettendoci dei soldi da parte della Fed, senza risolvere i problemi alla radice. Ma soprattutto c’è qualcosa di preoccupante e di distorto in quel mercato interbancario americano, per il ‘semplice’ fatto che queste gravi emergenze si possano verificare. E continuano a verificarsi. La Telenovela, purtroppo, non finisce qui. E neanche gli effetti Horror.

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