I PRIMI PASSI DI LAGARDE ALLA BCE

   
I primi passi compiuti da Christine Lagarde da presidente della Banca centrale europea sono del tutto in linea con quelli del suo predecessore, Mario Draghi. Del resto, il lavoro pesante, il lavoraccio, nella politica monetaria della Bce, l'ha già fatto Draghi, dalla crisi del 2008 in poi, e fino a poco prima di lasciare l'Eurotower di Francoforte.
Per ora, tutto come previsto. Non a caso, la situazione economica della zona euro, e anche fuori, non lascia molto spazio a grandi colpi di fantasia o slanci particolari. E Draghi se n'è andato lasciando acceso il 'pilota automatico': quel nuovo Quantitative easing da 20 miliardi di euro al mese, votato a settembre e scattato a novembre (Blog del 5 novembre).
Lagarde ora conferma tutto. I tassi di interesse resteranno fermi ai livelli attuali: il tasso principale resta a zero, quello sui prestiti marginali allo 0,25%, e quello sui depositi a -0,50%. Il programma di acquisti di titoli (Qe) nell'eurozona è confermato a 20 miliardi di euro al mese, fino a quando necessario. E i tempi si prevedono ancora lunghi. Lo scenario internazionale, dopo tutto, resta debole e pieno di incertezze, anche se con qualche segnale di un'economia un po' più stabile rispetto all'ultimo decennio.
Ecco qualche numero, preso dai giornali: il Pil dell'eurozona crescerà al ritmo dell'1,2% nel 2019, dell'1,1% nel 2020 e dell'1,4% nel 2021 e nel 2020. Quasi invariate anche le stime dell'inflazione, prevista in crescita al ritmo dell'1,2% nel 2019, dell'1,1% nel 2020 e dell'1,4% nel 2021. La pressione dell'inflazione resta ridotta, con una previsione dell'1,6% nel 2022.
La cosa nuova, invece, sta nell'annuncio fatto dalla Lagarde di una nuova revisione (l'ultima risaliva al 2003) della strategia monetaria della Bce: l’esame inizierà a gennaio, per concludersi entro il 2020. Da tempo si parla di rivedere il mandato della Bce, che mette al centro per ora la stabilità dei prezzi. Lagarde sottolinea che il mandato non è in discussione, ma l'operazione riguarderà i modi nei quali lo si persegue.

Al mondo della politica Lagarde rilancia poi messaggi già noti: i Paesi con margini di bilancio (tipo la Germania) devono agire in maniera efficace per la crescita. Vale a dire, devono investire, trainare le varie economie. Mentre i Paesi con debito alto (come l'Italia, oltre 2mila miliardi di euro) devono seguire politiche prudenti.
E sul Mes (Meccanismo europeo di Stabilità) la neo-presidente è netta: “l'obiettivo non è certo danneggiare qualche Paese dell'eurozona. L'idea che prenda di mira uno specifico Paese è totalmente sbagliata”.
C'è poi un''indipendenza della Bce.osservazione, accennata, o anche analizzata, da parte di molti: con Lagarde, la Bce punta a trovare decisioni il più possibile comuni e consensuali. Ma, fanno notare altri, “una guida più collegiale ed estesa a diverse consultazioni” può minare l'indipendenza della Bce.

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