Pensioni: da Quota 100 a 102 il passo è (troppo) breve

Il nuovo, futuro sistema pensionistico degli italiani, la famosa Quota 100, è già a rischio e in discussione. Forse non regge, probabilmente cambierà. Di già? Si chiederà qualcuno. Eh sì, di già. La matematica non è un'opinione, come si scriveva sul diario di scuola, e se i conti non tornano, certe soluzioni non funzionano. 

Soltanto un anno fa, di questi tempi si andavano delineando le caratteristiche di Quota 100 (risultato di 62 anni di età più 38 anni di contributi), la soglia pensionistica tanto voluta e celebrata innanzitutto da una parte politica (la Lega di Matteo Salvini). 

Mentre oggi, appunto ad appena 12 mesi di distanza, si parla già di Quota 102 (64 anni d'età, più 38 anni di contributi) per godersi la pensione. Solo un'ipotesi per adesso, un progetto, ma può essere l'inizio di una nuova avventura. 

Ciò dimostra l’insostenibilità di alcune proposte? Vedremo, qualche (forte) dubbio viene. Quota 100 è nata come una misura sperimentale, a tempo: la possibilità di anticipare il pensionamento vale soltanto fino al 31 dicembre del 2021. 

Ma queste scadenze e questi meccanismi possono creare, di fatto, anche un problema. Ecco quale, facendo un esempio tra i milioni di possibili casi: una persona che matura i requisiti di Quota 100 a gennaio del 2022, non potrà più usufruire dello scivolo e dovrà aspettare altri 5 anni per la pensione ordinaria. Un suo quasi coetaneo che matura i requisiti solo un mese prima, invece, potrà ancora utilizzare Quota 100. I tecnici lo chiamano 'scalone'. 

Sull'argomento, nei giorni scorsi vari giornali tra cui IlSole24Ore hanno sottolineato che “all'interno del governo è iniziato un dibattito su come abbattere questo scalone che si presenterà tra due anni. L'idea sarebbe quella di sostituire Quota 100 con Quota 102. Significa che dal 2022 e fino al 2028, si potrebbe lasciare il lavoro con 64 anni di età e 38 di contributi”. Questo in pratica ridurrebbe lo 'scalone' che diventerebbe uno 'scalino'. 

Quello che accade già oggi, per esempio, alle lavoratrici che scelgono di andare in pensione a 58 anni utilizzando Opzione donna. Il ricalcolo contributivo comporta una riduzione della pensione rilevante, che può arrivare al 20-30 per cento dell'assegno previsto. 

Le prossime settimane porteranno novità importanti sul fronte pensioni; entro fine gennaio dovrebbero partire i tavoli con i sindacati per una riforma generale.

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