Controlli automatici sui conti correnti per chi presenta l'Isee

Una nuova misura contro le truffe ai danni dello Stato. Per chi presenta l'Isee partono i controlli automatici sui conti correnti. L'Isee (Indicatore di situazione economica equivalente), in pratica, è un'auto-dichiarazione del proprio patrimonio. Serve per avere una serie di prestazioni sociali, come, ad esempio, il reddito di cittadinanza, mensa scolastica gratuita, bonus bebè, rette universitarie ridotte: riguarda quindi milioni di famiglie. Ed essendo una dichiarazione patrimoniale fai-da-te è anche facile barare. D'ora in poi, la sua presentazione farà scattare la verifica su saldo e giacenze dei propri conti bancari. 

Un controllo che diventa più forte rispetto a prima: finora l'incrocio dei dati si limitava a verificare se i conti correnti dichiarati, dal cittadino o nucleo famigliare, corrispondessero a quelli presenti nell'archivio dell'Agenzia delle Entrate. Da gennaio invece vengono verificate anche le cifre. 

 

La legge prevede una franchigia, dai 6mila euro e variabile in base al nucleo. Ma se dalla verifica su saldi e giacenze emergerà un valore del patrimonio non coerente con quello dichiarato, per il dichiarante ci saranno tre possibilità: inoltrare lo stesso l'Isee, fornendo però la documentazione che dimostra la propria correttezza; oppure presentare una nuova dichiarazione rettificata; o ancora chiederne la rettifica al Caf (il Centro di assistenza fiscale), nel caso quest'ultimo avesse commesso un errore.

Sempre da gennaio, l'anno di riferimento per il patrimonio immobiliare dichiarato nell'Isee non è più quello precedente ma quello ancora prima: dunque per le dichiarazioni del 2020 occorrerà fornire i dati del 2018.

Da adesso in poi, in sostanza, farsi 'lo sconto' da soli sui propri conti in tasca sarà più difficile.

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