Nei periodi di crisi emerge ancora di più l'importanza della finanza comportamentale

Cosa possiamo imparare dall'epidemia del Coronavirus? Lezione 1: nei periodi di crisi emerge ancora di più l'importanza della finanza comportamentale, dell'educazione e della consulenza finanziaria. Il virus sta facendo sentire i suoi effetti pesanti (anche) sui mercati finanziari, che in questo periodo hanno accusato le peggiori perdite dalla crisi del 2008.

In situazioni come questa mantenere la razionalità non è semplice, è abbastanza facile che gli investitori privati si facciano prendere dal panico, ma è ancora di più in momenti come questi che la finanza comportamentale può essere importante e venire in aiuto. Imparare a gestire l’emotività, anche grazie al lavoro di professionisti finanziari, può fare la differenza: chi invece fa da sé tende a farsi condizionare di più dalle notizie più recenti e allarmanti, correndo il rischio di subire perdite evitabili. 

A chi è preoccupato per le conseguenze di questa epidemia sugli investimenti, un professionista finanziario può dare indicazioni e consigli preziosi e strategici, come, ad esempio: non bisogna farsi prendere dall'emotività, e non si devono perdere di vista i capisaldi dell’investimento efficiente

Ecco quali: la diversificazione (per Asset class, geografica, valutaria, temporale); mantenere il focus sui propri obiettivi di investimento, piuttosto che sulle incertezze di breve termine; e, al tempo stesso, mantenere la disponibilità a cogliere le opportunità che si possono aprire per gli investitori lungimiranti. E anche: restare investiti nel lungo termine, nella maggior parte dei casi, è la soluzione in grado di generare maggior valore. 

 

Approfondimenti e maggiori spiegazioni si possono trovare anche sugli articoli e siti web d'informazione di questi giorni. Situazioni come quella che stiamo attraversando “favoriscono quelli che possiamo definire ‘errori cognitivi’, direttamente collegati a sentimenti ed emozioni che possono impattare il buon esito del processo di investimento. Per provare a neutralizzare, o quanto meno minimizzare, questo tipo di errori, l’educazione finanziaria può avere un ruolo chiave”, rimarca Andrea Rocchetti, Head of investment advisory della società di gestione del risparmio Moneyfarm, in un articolo sul sito Business Insider Italia. 

Chi invece riesce a mantenere la razionalità, può superare la tempesta, limitare i danni, e magari in seguito ottenere anche rendimenti interessanti. Per esempio, coloro che avevano l’idea di disinvestire sull’onda di considerazioni di breve termine o della volatilità ma che, in seguito al confronto con il consulente finanziario, hanno desistito e hanno quindi continuato l’investimento senza perdere di vista i loro obiettivi. 

La finanza comportamentale si colloca a metà strada tra l’economia e la psicologia, e il suo obiettivo è quello di porre in relazione mercati finanziari e schemi di comportamento di ciascun individuo e investitore. Da un lato abbiamo i mercati finanziari, e dall’altro troviamo gli schemi di comportamento, che sono condizionati dalle esperienze passate e dalle emozioni di ciascun investitore. Il consulente finanziario si pone come filtro e facilitatore”, spiega Rocchetti che  sottolinea: “la finanza, che è un sistema complesso, in cui il risultato viene influenzato da una moltitudine di azioni collettive a loro volta influenzate dalla percezione di quale sarà l’azione di altri attori, sta facendo lo sforzo di inserire le scienze comportamentali nelle proprie pratiche. Se questo è estremamente complesso a livello macro, quando si tratta di prevedere l’azione degli operatori professionali, è invece fondamentale e di grande impatto quando si tratta di gestire i Bias e gli errori comuni all’investitore Retail”. 

 

L’emotività degli investitori ha avuto certamente il suo peso nel determinare i recenti crolli dei mercati finanziari, ma non è l’unico aspetto che può spiegare questo andamento. “Ora i mercati non sono completamente razionali, ma parliamo appunto di un sistema complesso, frutto dell’interazione di moltissimi attori che provano a prendere decisioni razionali al meglio delle loro conoscenze”, osserva il consulente finanziario. 

E bisogna notare: “ci sono poi anche gli investitori professionali, i Trading algoritmici. Credo che a determinare il crollo dei mercati che abbiamo visto in questo periodo sia stata la grande incertezza legata alla diffusione del virus, e la difficoltà di prevedere gli scenari. Forse ha pesato anche l’incidenza del Trading algoritmico, come sostengono molti: negli ultimi anni abbiamo visto le correzioni di mercato accadere in modo sempre più repentino, senza tra l’altro che ciò sia necessariamente meglio o peggio per gli investitori in ottica di medio termine”.

I fattori che conteranno di più, da qui in avanti, sono ad esempio gli effetti sulla crescita, che in molti prevedono consistenti ma concentrati nel tempo e per settore, e la risposta delle politiche fiscali e monetarie. Ed è importante aiutare gli investitori a focalizzarsi su queste tendenze di medio termine. Più che come ‘causa’ del movimento di mercato, l’emotività degli investitori (specialmente quelli Retail) può essere un buon esempio di cosa si dovrebbe evitare di fare, in fasi particolarmente volatili come quelle delle ultime settimane.





 

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