“Ancora di più oggi, serve visione a lungo termine”, parola del Ceo di BlackRock

“Ho sempre creduto in una visione a lungo termine”, “è una linea che ho sostenuto in ogni situazione”, e “le società e gli investitori con un approccio a lungo termine saranno in grado di affrontare meglio questa crisi e le sue conseguenze”. Parole di Larry Fink, cofondatore, presidente e Ceo del colosso finanziario BlackRock, scritte in una lunga lettera agli azionisti della società di Asset management, che fondò nel 1988 insieme ad altri sette professionisti finanziari. 

Fink professa ottimismo nel suo primo intervento pubblico dopo lo scoppio della pandemia di Covid 19, come riportano ad esempio i siti web di Forbes Italia e Wall Street Italia. Il numero uno di BlackRock invita a guardare nel lungo periodo e ritiene che l’intervento delle banche centrali e dei governi consentirà all’economia di riprendersi dopo la recessione. “La più grande responsabilità di BlackRock – ora più che mai – è aiutare i nostri clienti a navigare in questo ambiente di mercato e rimanere concentrati sui rendimenti e ritorni a lungo termine”. E rimarca: “per quegli investitori che tengono gli occhi puntati non sul terreno traballante ai nostri piedi, ma sull’orizzonte, ci sono enormi opportunità da cogliere nei mercati di oggi. Questo non significa che il mondo sia privo di rischi e non significa che i mercati hanno toccato il loro fondo. È impossibile saperlo”. 

Quando usciremo da questa crisi, “il mondo sarà diverso. La psicologia degli investitori cambierà. Gli affari cambieranno. Il consumo cambierà”. Anche l’approccio agli investimenti e al risparmio sta quindi cambiando in maniera importante. La strategia per una crescita a lungo termine e resistente? Per Fink è investire nei motori primari che guidano la crescita di BlackRock oggi e nei prossimi anni: i fondi iShares, gli alternativi illiquidi e la tecnologia, e, soprattutto, “continuare a guidare l’intero Portafoglio mettendo le esigenze dei clienti in primo piano, rimanendo in anticipo sulle loro esigenze”. L’approccio di costruzione del Portafoglio deve quindi essere prioritario rispetto alla mera selezione dei titoli azionari. Una visione diventata ancora più fondamentale oggi, con i tassi di interesse ai minimi storici, e le azioni a livello globale in forte ribasso. 


“Lo scoppio della pandemia ha avuto un impatto sui mercati finanziari con una rapidità e ferocia che normalmente si vedono solo in una classica crisi finanziaria. Nel giro di poche settimane, i Benchmark azionari globali sono scesi da livelli record in un mercato ribassista”. Secondo Fink, tuttavia, l’impatto del Coronavirus potrebbe porre meno ostacoli alla ripresa rispetto a una crisi finanziaria 'convenzionale', come quella del 2008: “per quanto drammatico sia questo periodo, credo che l’economia si riprenderà, in parte perché questa situazione è priva di alcuni ostacoli posti da una tipica crisi finanziaria”, ha scritto Fink. Che sottolinea: “le banche centrali si stanno poi muovendo rapidamente per affrontare i problemi nei mercati del credito, e i governi stanno agendo in modo aggressivo per attuare lo stimolo fiscale. I provvedimenti adottati dalle autorità monetarie e fiscali saranno probabilmente più efficaci e funzioneranno più rapidamente poiché non stanno combattendo contro le stesse sfide strutturali che hanno affossato l'economia dieci anni fa”. 

Il mondo dell’Asset management sta vivendo un periodo di consolidamento, di compressione dei margini e di trasformazione tecnologica. “Il principale cambiamento per i gestori patrimoniali sarà il modo in cui utilizziamo la tecnologia. In futuro, i gestori patrimoniali dovranno essere bravi nell’usare la tecnologia”. Oggi i clienti chiedono anche maggiore trasparenza e rendimenti costanti. In quest’ottica, diventano preziosi alleati strumenti finanziari come gli Etf, “scambiati a volumi record, 1,4 trillioni di dollari sono negli Usa, il 37% di tutte le attività azionarie statunitensi dall'inizio dell'anno, rispetto a una media del 27% nel 2019”. Inoltre, ricorda Fink, durante le recenti turbolenze, gli Etf hanno dimostrato la loro resilienza e, proprio per la loro trasparenza, praticità e semplicità alla gestione patrimoniale, “sono diventati uno degli strumenti più importanti nella finanza moderna”. 

Fink conclude sottolineando la sempre maggiore centralità dei temi legati al cambiamento climatico che “avrà un profondo impatto sul nostro sistema economico globale, da come viene prodotto il cibo, a dove le persone sono in grado di vivere, fino a come le malattie si diffondono a livello globale. Questi cambiamenti rimodelleranno la finanza globale, promuovendo un ridimensionamento significativo del rischio e delle attività. E la pandemia che stiamo vivendo evidenzia ora la fragilità del mondo globalizzato e il valore dei Portafogli sostenibili. Durante questo periodo abbiamo visto Portafogli sostenibili offrire prestazioni migliori rispetto ai Portafogli tradizionali. Quando emergeremo da questa crisi e gli investitori riequilibreranno i Portafogli, avremo l’opportunità di accelerare verso un mondo più sostenibile”.

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