Pianificazione finanziaria: 7 punti per muoversi bene tra visione, emotività, occhio critico, errori comportamentali

Comportamenti e abitudini influenzano, e molto, a volte troppo, anche la gestione finanziaria personale e gli investimenti. Volontari o meno che siano, alcuni comportamenti finiscono per impattare profondamente sulle decisioni di risparmio e investimento, talvolta con conseguenze negative. Per questo è bene conoscerli per saperli gestire al meglio. Anche il risparmiatore o investitore più attento può incorrere in alcuni sbagli piuttosto comuni, dettati in particolare dai cosiddetti Bias comportamentali, vale a dire (pre)giudizi, atteggiamenti istintivi o scorciatoie di pensiero che, soprattutto nel caso di investitori non professionali, possono facilmente indurre in errore. Saperli riconoscere consentirà di affrontare nel modo più appropriato queste eventuali 'trappole', o quantomeno di mitigarne i potenziali effettivi negativi. Ecco quali sono i 7 principali 'punti' da tenere sempre ben presenti – ancora di più in periodi di crisi e difficoltà come quello che stiamo attraversando –, per una pianificazione e gestione finanziaria adeguate: conoscere sé stessi; valutare la propensione al rischio; mettere alla prova le proprie idee; usare un occhio critico alle informazioni. Ma anche, attenzione a scorciatoie, luoghi comuni e stereotipi; occorre controllare l’emotività, e mantenere la tua visione se costruita bene. 


Conosci te stesso: un primo e importante passo da compiere è quello di individuare i propri limiti e le proprie tendenze caratteriali. Conoscere sé stessi consentirà, ad esempio, di capire quanta parte delle proprie entrate finanziarie è possibile destinare al risparmio – una disponibilità che è diversa per ciascuno, in base alle proprie necessità e obiettivi –, o quale sia la propensione al rischio verso le diverse tipologie di investimento. Varia infatti, e di molto, la quantità di rischio che ognuno è disposto a sopportare. 


Valuta la propensione al rischio: è importantissimo che ciascun risparmiatore e investitore abbia consapevolezza della propria soggettiva propensione al rischio. Che a sua volta è condizionata da vari fattori come, ad esempio, il livello patrimoniale e di reddito, la quantità di capitale investibile sul totale del patrimonio, il livello di istruzione, l’età. Altre volte, poi, incidono fattori molto più personali e legati alla sfera emotiva: come il livello di ottimismo, la fiducia nelle proprie conoscenze e capacità, l'impegno rivolto ai propri interessi, e via dicendo. Non c’è una ricetta valida per tutti. Maggiore rendimento atteso significa, sempre, una maggiore assunzione di rischio. In altre parole, quanto più rischio si è disposti a correre tanto maggiore sarà il rendimento atteso, e viceversa. Per questo, non bisogna trovarsi davanti a soluzioni di investimento correlate a livelli di rischio al di fuori dalla propria portata. 


Metti alla prova il tuo punto di vista: un altro aspetto è collegato al fattore ottimismo e alla sicurezza nelle proprie capacità. Due caratteristiche in generale molto positive ma che, in materia di risparmio e investimento, se portate all’eccesso, rischiano di condizionare negativamente le scelte da fare. Un approccio troppo ottimistico può ad esempio portare a previsioni o aspettative di rendimento positive anche quando scenari, analisi ed evidenze pratiche non vanno in quella direzione. Ecco perché prima di fare una qualsiasi scelta è sempre opportuno mettere alla prova il proprio punto di vista e la propria valutazione. Come? Confrontandosi con una voce critica, valutando notizie e informazioni che potrebbero andare nella direzione opposta a quanto inizialmente ipotizzato. In questo modo, si può arrivare a una valutazione depurandola il più possibile dalla componente più personale. È opportuno mettere sempre in discussione le proprie idee, la propria visione e capacità di fare previsioni, mettendo ad esempio a confronto le proprie 'stime' con performance e dati concreti. 


Informati con occhio critico: nel consultare e valutare i documenti informativi dei prodotti di investimento, è sempre buona cosa mantenere un occhio critico nel leggere le informazioni, non farsi influenzare (solo) dagli aspetti positivi di un contratto, o dai fattori che possono in qualche modo influenzare la propria percezione del rischio complessivo da sottoscrivere. Ed è importante chiedere ulteriori spiegazioni se e quando c'è qualcosa di poco chiaro. Un aiuto può sempre arrivare dal proprio consulente finanziario, e non bisogna temere di chiedere se non si è capito bene qualcosa. 


Fai attenzione a scorciatoie, luoghi comuni e stereotipi: alcuni investitori, soprattutto se poco esperti, tendono a essere istintivi o comunque ad affrontare, inconsciamente, problemi complessi ricorrendo a delle vere e proprie 'scorciatoie di pensiero', varie ma con un’importante conseguenza comune: la tendenza a semplificare la valutazione di scenari presenti e futuri. E così quelle scorciatoie che sembravano aver agevolato la decisione da prendere spesso inducono a commettere errori. Attenzione, dunque: ogni investimento va valutato sempre secondo l’ormai noto binomio rischio-rendimento. Cercando di disporre di tutte le informazioni utili a una valutazione attenta e il più possibile distante da luoghi comuni, 'effetto gregge' e stereotipi. 


Controlla l’emotività: la teoria finanziaria elabora modelli che partono dall’ipotesi di un investitore razionale, che basa cioè le proprie decisioni su tutte le informazioni a sua disposizione. Nella realtà, e la finanza comportamentale lo testimonia, non va proprio così. L’emotività, seppure con modalità diverse per ciascuno, spinge verso scelte non sempre strettamente guidate dalla pura razionalità. La paura, l'euforia, il rimpianto per non aver ottenuto un potenziale guadagno o, al contrario, per aver subito una perdita evitabile, possono portare a decisioni avventate. Come evitare errori in questo caso? Informandosi adeguatamente, rivolgendosi solo a professionisti per consigli e indicazioni, evitando di prendere decisione sull’onda dell’emotività. Uno scarso controllo delle proprie emozioni è nemico di un buon investitore e risparmiatore. 


Mantieni la tua View se costruita bene: diversi ingredienti concorrono a una buona pianificazione finanziaria, e uno di questi è la capacità di individuare quanta parte delle proprie entrate e del patrimonio destinare al risparmio e all’investimento. È importante fare la migliore scelta di investimento possibile sulla base delle proprie necessità e caratteristiche personali. Ed è altrettanto importante, poi, e in ogni caso, rimanere focalizzati sull’obiettivo prefissato, soprattutto se ben strutturato e supportato da precedenti analisi e approfondimenti. Spesso accade che un investimento di medio-lungo periodo venga messo in discussione da ripensamenti e cambi di visione momentanei di breve periodo, che spesso portano a decisioni non ottimali. Ciò riguarda il Self-control, o meglio ancora la mancanza di autocontrollo, mancanza che porta a scelte incoerenti con i propri parametri iniziali di investimento: quando ci si pone un obiettivo ben preciso, non bisogna farsi influenzare da singoli eventi solamente sulla scia dell’emotività, o di motivazioni estemporanee, mettendo così a rischio l’intero percorso.


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