Conoscenze finanziarie: i giovani italiani ne sanno poco, perché imparano da genitori impreparati

L’idea dell’ articolo di oggi , che riprende una notizia conosciuta da molto tempo ma evidenziata una decina di giorni fa, nasce da una domanda arrivata ieri sera durante un webinar finanziario con il professor Carlo Altomonte. Perchè alcune delle cose che state dicendo sono così sensate e nessuno le comunica in questo modo? Perchè non si raccontano i fatti così come sono in tutta la loro realtà?
Premesso che come consulente finanziario portare informazione e fare formazione lo sento doveroso, la risposta oltre che nell’onestà della nostra classe politica è riportato dall’ultima ricerca presentata dall’OCSE.

Solo il 36% degli adolescenti italiani dichiara di apprezzare gli argomenti economici, e una percentuale ancora più bassa, meno di uno su tre, ha sufficienti competenze finanziarie. Una situazione ben al di sotto della media Ocse, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che su questi ambiti ha realizzato la sua terza indagine sulle competenze finanziarie dei quindicenni, condotta su 117mila studenti di 20 Paesi, tra cui l'Italia. 

In generale, i giovani europei e degli altri Paesi Ocse sono tutt'altro che digiuni da strumenti e pratiche di finanza personale: il 54% dei quindicenni ha un conto in banca, otto su dieci sono in grado di comprendere aspetti importanti di documenti finanziari, il 45% ha una carta di debito o di credito, il 73% ha già fatto acquisti online, il 39% ha pagato qualcosa usando il telefono, E il 51% ha interesse per le questioni finanziarie al punto da farne un tema di conversazione. 


Ma tutto ciò mentre il 21% degli studenti italiani si classifica sotto il livello 2 (conoscenza insufficiente) contro una media del 15%, e solo il 4,5% raggiunge il livello 5, di eccellenza contro una media del 10,5%. Eppure, il divario di conoscenze finanziarie è particolarmente ampio tra i ragazzi italiani rispetto ai coetanei dell'area Ocse. Perché? Come spiegarselo? Il Gap culturale ha origine innanzitutto dal fatto che in tutti i Paesi dell'indagine, ben il 94% degli studenti afferma che la maggior parte delle informazioni finanziarie di cui dispone arriva dai genitori. E dato che le conoscenze finanziarie degli italiani – e quindi anche dei genitori italiani – sono tradizionalmente scarse e insufficienti, questa impreparazione si trasmette poi ai ragazzi e agli adolescenti. Dall'indagine effettuata dal Global Financial Literacy Excellence Center su 140 Paesi, emerge che gli italiani in media hanno una conoscenza finanziaria equivalente a quella dei Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica), non dei Paesi Ocse.

Proprio per questo, in Italia è molto difficile imparare dagli adulti e anziani in questo settore, ed è anche difficile migliorare perché l'educazione finanziaria non si insegna nelle scuole. Dove ciò è stato fatto, dove la conoscenza finanziaria è stata introdotta tra le materie scolastiche, come in Portogallo, i risultati migliorano. Un aspetto che spiega anche l'ottima performance di Paesi non particolarmente ricchi come l'Estonia, dove però gli studenti mostrano conoscenze decisamente superiori alla media. Emergono anche vistose differenze di genere, a svantaggio delle ragazze. Nel 2012, prima edizione dell'indagine Ocse, l'Italia era l'unico Paese con differenze di genere, e nell'edizione più recente, del 2018, è il Paese con le più profonde differenze di genere. Evidentemente si tratta di un problema culturale così forte tra gli adulti da essere trasmesso molto presto anche ai giovani. Oltre alle differenze di genere, ci sono quelle territoriali: gli studenti del Nord ottengono risultati più elevati rispetto ai loro coetanei del Sud, mentre gli studenti del Centro hanno risultati peggiori rispetto al Nord Est ma migliori di quelli del Sud. Gli studenti dei licei hanno punteggi migliori rispetto a Istituti tecnici e professionali.

Dove puoi trovarmi

Qui troverai tutte le informazioni per contattarmi e ricevere una consulenza.

Contatti

Adriano Loponte

Piazza Erculea 15
20122 - Milano
Seguimi

Per una prima consulenza, scrivimi!