Patrimoniali e inasprimenti fiscali: strategie di difesa (e un webinar per capire di più)

Nuove tasse sugli immobili o patrimoniali? Quali misure di politica fiscale potranno essere introdotte per contenere il debito pubblico? Quali strategie di difesa si possono realizzare per mettere in sicurezza il patrimonio? A queste e altre domande – incognite e possibili dubbi – darà altrettante risposte il webinar che ho organizzato per la clientela, risparmiatori e investitori dell'area Private Banking. L'appuntamento con la diretta streaming online è fissato per martedì 16 giugno alle 18.00, e il titolo 'Patrimoniali e inasprimenti fiscali: strategie di difesa' ne indica già i contenuti principali.

In pratica, come tutelare il proprio patrimonio dalle conseguenze e dai contraccolpi dell'onda lunga del Coronavirus. Il relatore del webinar sarà Alessandro Gallo, amministratore di Value&Strategies, società di consulenza strategica, che fornisce servizi di pianificazione patrimoniale integrata. Tra i vari temi che saranno al centro dell'incontro online di martedì prossimo, il timore di patrimoniali e prelievi forzosi, le precedenti patrimoniali nella storia d’Italia, le patrimoniali che sono state applicate negli Stati europei, le indicazioni in tema di fisco e rilancio dalla crisi in arrivo dalle organizzazioni internazionali, come Commissione Ue, Fmi, Ocse. 

Alle stesse questioni e prospettive il quotidiano La Verità nei giorni scorsi ha dedicato un'analisi fatta attraverso 3 articoli, una sorta di guida per investire e gestire il proprio patrimonio in epoca di pandemia: nell'articolo intitolato 'Risparmi a rischio, dove mettere i soldi', si  rimarca che “per l'Italia il Fondo monetario internazionale stima per il 2020 un rapporto debito / Pil del 155,5%, contro il 68,7% della Germania, il 115,4% della Francia e il 113,5% della Spagna”. Che significa? Alcuni osservatori ed esperti del mondo economico e finanziario fanno notare che il terremoto del Covid 19 ha avuto anche questi effetti e riflessi: per ciò che riguarda il debito pubblico, l'Italia non è più la 'Cenerentola' d'Europa, non è più da sola, alle prese con un alto debito – attualmente attorno ai 2.000 – 2.200 miliardi –, e un rapporto debito / Pil oltre quota 150%. Ora il Belpaese è 'in compagnia', abbastanza ravvicinata, di altri Paesi come Spagna e Francia. 


In pratica, i colpi del Covid 19 sui conti pubblici dei Paesi hanno avuto l'effetto di 'spaccare' l'Europa in due: il Nord – tra cui Germania e Olanda –, che esce dalla crisi rafforzato (o non molto indebolito), con debiti pubblici più bassi. E il Sud, che necessariamente cresce meno, per vari fattori, tra cui il fatto che è già molto indebitato, e che quindi non può attingere dalla spesa pubblica per creare sviluppo, a meno che prima non tagli e risparmi da altre parti. Scenari concreti e conseguenze previste si mischiano, e in tema di un'eventuale patrimoniale l'articolo su La Verità sottolinea che in genere “la patrimoniale colpisce i beni mobili dei cittadini come azioni, obbligazioni, fondi comuni, partecipazioni societarie, depositi sul conto corrente. Potrebbe, però, colpire anche gli immobili abbattendosi su terreni o abitazioni di proprietà”. Ma autorevoli esperti in materia, come Carlo Altomonte, docente di Politica economica europea all'Università Bocconi, tendono a escludere con decisione la possibilità di una patrimoniale (come ho raccontato nel Blog Post del primo giugno), perchè “il gioco non vale la candela”. 

In un altro articolo su La Verità, intitolato 'Fondi pensione, la cassaforte che gli italiani usano poco', si rimarca bene, invece, che “la previdenza complementare fornisce il riparo dalle imposte di emergenza”. Secondo i dati Covip – la commissione di vigilanza sui fondi pensione –, nei 10 anni dal 2010 al 2019 il rendimento medio annuo composto dai prodotti di previdenza complementare è stato pari al 3,6% per i fondi negoziali, al 3,8% per i fondi aperti, e al 2,6% per le gestioni del ramo assicurativo. Ciò nonostante, in Italia ci sono 9 milioni di posizioni aperte di previdenza complementare (un cittadino può essere iscritto anche a più di una soluzione), su un totale di circa 23,4 milioni di lavoratori. Come dire, i fondi pensione rappresentano un valido strumento per proteggersi da inasprimenti fiscali ed eventuali tasse patrimoniali, ma per diffonderli nel panorama dei lavoratori italiani c'è ancora molta strada da fare.


Dove puoi trovarmi

Qui troverai tutte le informazioni per contattarmi e ricevere una consulenza.

Contatti

Adriano Loponte

Piazza Erculea 15
20122 - Milano
Seguimi

Per una prima consulenza, scrivimi!