BTP FUTURA: OCCASIONE PER IL MEF O PER GLI INVESTITORI?

Nella tarda mattina di venerdì il MEF (Ministero Economia e delle Finanze) ha reso noto i tassi minimi del primo titolo del debito pubblico esclusivamente dedicato ai piccoli risparmiatori: il BTP FUTURA. Il collocamento avverrà questa settimana (dal 6 al 10 luglio, salvo chiusura anticipata), e rappresenta per il Tesoro Italiano una “prova del nove” dell’affezione degli investitori italiani ai bond governativi di casa. Nel mese di maggio, infatti, il MEF ha collocato il BTP ITALIA, riscontrando un successo senza precedenti. 22.3 miliardi euro raccolti, di cui 14 miliardi euro sottoscritti dagli investitori retail, il linguaggio tecnico con cui vengono chiamati i piccoli risparmiatori. Ma se per il BTP ITALIA, gli investitori erano già stati ampiamenti preparati (si è trattato della sedicesima emissione dal marzo 2012), il BTP FUTURA è uno strumento completamente nuovo, sia per i motivi del collocamento che per le caratteristiche dello strumento. Riguardo al primo aspetto, sul sito del Tesoro http://www.mef.gov.it/focus/BTP-Futura-un-nuovo-strumento-per-sostenere-il-Paese/ si legge: “Chi acquista questo nuovo titolo, oltre a mettere a reddito nel medio termine i propri risparmi in modo semplice, contribuisce attivamente a finanziare le spese per la ripresa dopo l’emergenza Covid-19, sostenendo il sistema sanitario nazionale, le famiglie e le imprese italiane, tutelando l’occupazione nonché fornendo alle amministrazioni locali risorse e prestiti per affrontare l’emergenza”. Si tratta quindi di una raccolta di fondi per fare fronte alle esigenze finanziarie pubbliche, conseguenti agli impatti dello shock COVID-19. Per quanto attiene le caratteristiche, oltre al fatto di essere un titolo specificamente dedicato agli investitori retail, ecco le altre:

  • Durata 10 anni
  • Lotto minimi: 1.000 euro
  • Tassi crescenti STEP-UP (fissi predeterminati crescenti nel tempo in 3 steps): 1°-4° anno TASSO FISSO 1.15%, 5°-7° anno TASSO MINIMO 1.30%, 8°-10° anno TASSO MINIMO 1.45%
  • I tassi cedolari definitivi (quelli del 2° e 3° step) saranno annunciati alla chiusura del collocamento (non potranno comunque essere inferiori ai tassi minimi garantiti)
  • Premio fedeltà pari alla crescita media del PIL nominale annuo durante la vita del titolo (1% minimo-massimo 3%) 
  • Tassazione del 12.5%% sui rendimenti ed esenzione in caso di successione
  • Nessuna commissione all’acquisto durante il collocamento

A prescindere dall’incertezza sui due tassi STEP-UP, che potrebbero essere superiori a partire dal 5° anno (verranno resi noti solo alla chiusura del collocamento), il tasso di interesse al momento risulta allineato ai titoli di pari scadenza già presenti sul mercato (venerdì il BTP decennale rendeva l’1.25%). Il vero elemento di interesse è quindi il “Premio fedeltà”, che verrà corrisposto soltanto a chi sottoscriverà il titolo all’atto dell’emissione, detenendolo fino alla naturale scadenza. Esso avrà un valore minimo dell’1% ma potrà aumentare fino al 3%, sulla base della media del tasso di crescita annuo del PIL nominale italiano registrato dall’ISTAT nel periodo di vita del titolo. Si tratta di un elemento su cui si è concentrata l’attenzione degli operatori, perché la base di partenza del conteggio (il 2020) potrebbe facilitare l’approdo del premio verso la parte alta della forchetta (3%), beneficiando di un’auspicabile ripresa della crescita economica italiana post shock Covid-19. L’elemento tasso di interesse, pur rilevante, non può però far dimenticare i rischi creditizi dell’emittente, sui quali i pareri degli esperti divergono. Giovedì 2 luglio, Bruno Rovelli, Chief Investment Stategist di Blackrock Italia, la società di gestione del risparmio americana più grande al mondo (circa 6.500 miliardi $ di patrimonio gestito), ha professato ottimismo sulla capacità di tenuta del debito pubblico italiano, affermando: “Siamo positivi sui titoli di stato italiani, in un contesto in cui riteniamo che quelli degli altri Paesi europei siamo meno attraenti”. 

La sottolineatura dell’esperto di Blackrock si basa sul fatto che i tassi offerti dal Tesoro Italiano sulla scadenza decennale sono i più alti d’Europa; essi infatti pagano di più anche dei disastrati cugini greci. Solo vantaggi, quindi? Ascoltando il parere di altri esperti, non sembrerebbe. Il Prof. Gualteri – Docente ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari all’Università Cattolica di Milano – in un intervento del 1 luglio avanza una previsione a tinte fosche: “l’Italia non ce la farà se dovesse proseguire nel trend che ha caratterizzato gli anni recenti e a un certo momento perderà la fiducia dei mercati finanziari e sarà costretta a una ristrutturazione pilotata del proprio debito sovrano”. In effetti i dati di Finanza Pubblica (previsione del MEF di aprile), descrivono un quadro in rapido deterioramento: deficit al 10.4% che poterà il debito pubblico a superare il 155% del PIL entro la fine del 2020. Numeri allarmanti che, alla luce della ulteriore richiesta di scostamento che il Governo si appresta a varare, sono destinati a peggiorare ulteriormente (con un debito pubblico al 160% del PIL già quest’anno). Debito pubblico in forte crescita significa nuovi titoli da collocare, con rischi crescenti per i creditori. Finché dura il sostegno della Banca Centrale Europea, problemi non se ne intravvedono. Ma se dovesse venire meno? La “questione Francoforte” al momento non si pone, ma prima o poi è destinata ad emergere. Forse è per questo che il MEF punta sui risparmiatori italiani, ricchi di una liquidità giacente sui conti correnti di oltre 1.600 miliardi euro. La scelta, per Via XX Settembre, pare obbligata. Per gli investitori no: farebbero bene a tenerlo presente. Provo ora a fare due conti per valutare l’effettiva convenienza rispetto al BTP decennale acquistabile sul mercato secondario. 

BTP decennale rendimento : 1,255% ,BTP Futura peggior ipotesi 1,285%, migliore ipotesi 1,585%. Quali rischi corro per cercare di ottenere un rendimento massimo 0,33% in più?

Primo rischio liquidabilità : lo strumento è destinato al solo pubblico retail e la mancanza della presenza di investitori istituzionali  potrebbe diradare gli scambi. La formula step up con un rendimento iniziale più basso manterrà a parità di altre condizioni il prezzo sotto la pari nei primi anni.

Secondo rischio durata:  l’ottenimento del premio finale ( in assenza del quale non ha senso la sottoscrizione dello strumento) condizionerà finanziariamente e psicologicamente il possessore dello strumento, che non sarà in grado di effettuare delle liberi scelte per esempio in un eventuale incremento del tasso di inflazione.

Terzo rischio: i tassi definitivi si conosceranno solo al termine dell’offerta. Personalmente non confido nel fatto che le cedole minime proposte potranno subire grosse oscillazioni migliorative per i sottoscrittori. 

Quarto rischio: timing. E’ il momento migliore per questo tipo di strumento? E’ quella dei 10 ani la scadenza giusta? Ha senso acquistare oggi un BTP a 10 anni dopo che il BTP Italia a 5 anni (hanno caratteristiche molto differenti) si è già apprezzato di oltre il 2%? Quali probabilità ci sono (per me elevate) di  poter sottoscrivere un BTP Italia a ottobre con condizioni più vantaggiose?

 

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