Oggi è il giorno del Sovrasfruttamento della Terra: Covid 19 e Lockdown lo hanno ritardato di 20 giorni

Oggi, sabato 22 agosto, è il Giorno del Sovrasfruttamento della Terra, l'Earth Overshoot Day. Che significa? Significa che da oggi in poi, e fino alla fine dell'anno, l'Umanità sfrutta e consuma più risorse naturali e terrestri – di vario genere, ambientali, materiali, energetiche, e via dicendo –, di quante la Terra stessa sia in grado di rigenerarne in un anno. In pratica, ogni anno il nostro Pianeta sa rigenerare (solo) in parte ciò che noi consumiamo e 'bruciamo' con le nostre attività, ecco: da oggi in poi, stiamo già andando in deficit di risorse, dal 22 agosto al 31 dicembre consumeremo solo risorse che la Terra non riesce più a rigenerare. Detto in un altro modo: consumiamo troppe risorse naturali, si sa, per la precisione continuiamo a usare le risorse ecologiche come se vivessimo su una Terra più grande di 1,6 volte. 

Il Giorno del Sovrasfruttamento della Terra è proprio questo: dal primo gennaio al 22 agosto abbiamo già usato e bruciato ciò che la Terra ci mette a disposizione ed è in grado di rigenerare nell'arco di dodici mesi. Da domani al 31 dicembre usiamo e consumiamo ciò che la Terra non può e non riesce a rimediare. Il sovraconsumo globale è iniziato nei primi Anni ’70. Ora, il debito ecologico accumulato è pari alla produzione di 18 anni della Terra: in pratica, 'fermando tutto' (e già questa è un'ipotesi irrealizzabile), il Pianeta utilizzando tutta la sua capacità rigenerativa, impiegherebbe 18 anni per ripianare i danni causati da un uso eccessivo delle risorse naturali, ammesso che quei danni siano completamente reversibili. Cosa si dovrebbe fare, allora, per avere un Pianeta con uno Sviluppo Sostenibile? Bisognerebbe fare in modo che questo Giorno del Sovrasfruttamento della Terra, l'Earth Overshoot Day, fosse sempre più vicino possibile al 31 dicembre dell'anno: significherebbe che ciò che consumiamo del Pianeta la Terra stessa riesce a rigenerarlo e ricrearlo. 

Bene, quest'anno la notizia è questa: le conseguenze portate dal Covid 19 in termini di Lockdown, e quindi minori consumi, meno inquinamento, minore uso di risorse terrestri, hanno 'ritardato' l'arrivo sul calendario di questo Giorno del Sovrasfruttamento della Terra di tre settimane, di circa 20 giorni, rispetto all'anno scorso. Il Lockdown e il blocco di molte attività sul Pianeta hanno avuto di conseguenza l'effetto di consumare meno risorse: è vero che è la conseguenza diretta di una pandemia disastrosa e senza precedenti, ma è anche la dimostrazione che consumare e bruciare meno risorse terrestri si può. Ad esempio, spostandosi di meno, cambiando un po' stili di vita e di lavoro, ripensando a come fare meglio, e in modo meno 'impattante', ciò che prima sembrava immutabile e irreversibile forse solo per convenzione e abitudine. 

 

Il blocco mondiale indotto dal Coronavirus ha causato una diminuzione del 10% dell’Impronta Ecologica, cioé bruciamo il 10% di risorse naturali in meno rispetto all'epoca pre-Covid. E il Global Footprint Network, organizzazione internazionale per lo Sviluppo Sostenibile che aiuta il mondo a gestire meglio le proprie risorse naturali e a rispondere ai cambiamenti climatici, rimarca: “la recente pandemia di Covid 19 ha causato una contrazione dell’Impronta Ecologica dell’umanità, spingendo indietro di tre settimane rispetto all’anno precedente la data del Giorno del Sovrasfruttamento della Terra. Il ritardo quest'anno del Earth Overshoot Day ci segnala l’opportunità di costruire un futuro in armonia con i limiti ecologici del nostro Pianeta. Si può fare”. Il problema è che siamo stati portati a farlo solo da una pandemia colossale, e il punto è arrivarci in ben altro modo: consumando meno portando comunque avanti l'evoluzione della società, dell'economia, della vita di alcuni miliardi di persone sul Pianeta. E che nei prossimi decenni saranno ancora e sempre di più. 

A consumare meno risorse terrestri non ci può costringere un virus malefico, ma dobbiamo arrivarci con scelte e politiche virtuose per lo Sviluppo Sostenibile. Come si può fare a ritardare ancora di più l'arrivo sul calendario del Giorno del Sovrasfruttamento della Terra? La resilienza delle aziende, ma anche dei Paesi e delle città, dipende dalla corretta e ponderata gestione delle risorse ecologiche. Ecco qualche esempio concreto: ridurre l’Impronta (cioè il consumo) di carbonio del 50% sposterebbe la data di 93 giorni. Poiché i sistemi alimentari attualmente utilizzano il 50% della biocapacità del nostro pianeta, ciò che mangiamo è importante. Ridurre della metà gli sprechi alimentari significherebbe ritardare il Giorno del Sovrasfruttamento della Terra di 13 giorni. Se riuscissimo a #MoveTheDate di 5 giorni ogni anno, l’umanità potrebbe vivere entro la capacità del nostro pianeta prima del 2050. Poiché dobbiamo prepararci a un mondo sempre più soggetto ai cambiamenti climatici e alla limitazione delle risorse, il sito overshootday.org propone i cambiamenti di stili di vita che le persone possono fare, mentre il calcolatore dell’impronta può aiutarle a misurare i progressi. Inoltre, le iniziative attive e in esecuzione da parte di aziende, governi, comunità e individui per promuovere efficacemente la sostenibilità sono enfatizzate nella mappa interattiva di crowdsourcing #MoveTheDate.

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