Allianz Pension Index: Italia al 18esimo posto per sostenibilità e adeguatezza delle pensioni

Quella dei sistemi pensionistici, sebbene graduale e silente, rischia di essere una crisi comunque importante e dolorosa se i Governi non saranno pronti ad affrontare i cambiamenti demografici in atto. Entro il 2050, più di 1,5 miliardi di persone nel mondo saranno in età pensionabile, il doppio di oggi. 

La prima prova inizierà nei prossimi anni, quando i Baby boomer inizieranno ad andare in pensione in massa, mettendo a dura prova i sistemi pensionistici. Dato che viviamo più a lungo e nascono meno bambini, la percentuale di persone di età pari o superiore ai 65 anni nella popolazione globale aumenterà dal 9% di oggi al 16% entro il 2050. Quasi tutte le regioni vedranno il cambiamento demografico. L’Europa, il continente più vecchio in termini di età dei suoi abitanti, rimarrà tale anche dopo tre decenni. Nel 2050, infatti, il 28% della popolazione europea avrà 65 anni o più. Se l’innalzamento dell’aspettativa di vita è a tutti gli effetti un traguardo progressivo a livello globale, l’aumento della percentuale di “cigni d’argento” (le persone in età pensionabile) comporta anche la necessità di sistemi pensionistici solidi nei vari Paesi. Una realtà ancora piuttosto lontana dall’essere raggiunta. 

 

Per fare il punto e confrontare le organizzazioni previdenziali, il Gruppo Allianz ha analizzato la situazione e le prospettive di 70 Paesi nell’ultimo Global Pension Report 2020. “Questo studio – spiega Ludovic Subran, capo economista di Allianz SE – vuole fare luce sulla questione delle politiche pensionistiche a livello globale. Preservare equità e giustizia generazionale è dal nostro punto di vista importante. Proteggere le persone e assicurare loro un benessere finanziario lungo tutto l’arco della vita è il Purpose di Allianz”. 

In questo quadro, l’Allianz Pension Index (API) è stato concepito per analizzare in modo esaustivo i sistemi pensionistici in termini di sostenibilità e adeguatezza. In pratica, quanto sono solidi, equilibrati e in grado di reggersi in piedi nel corso del tempo e in futuro. 

In cima all’API troviamo Svezia, Belgio e Danimarca, seguiti da Nuova Zelanda e Stati Uniti. Nessun Paese asiatico è stato inserito nella Top 10, con la Cina arrivata all’undicesima posizione. L’Italia, pur non avendo grosse capacità di spesa, si è classificata al 18esimo posto. Sebbene abbia brillato per adeguatezza e sostenibilità, il nostro Paese lotta nei punti di partenza di un margine di manovra finanziario e di una popolazione che invecchia, realtà che la pandemia di Coronavirus ha portato alla luce. Gli Stati Uniti, che godono di una posizione di partenza invidiabile, beneficiano di un grande margine di manovra finanziario e la loro situazione demografia è relativamente favorevole rispetto alle altre nazioni industrializzate. Alla posizione numero 16 si colloca il sistema pensionistico del Regno Unito, ritenuto adeguato e sostenibile nel momento in cui il Paese si muove per aumentare l’età pensionabile e stanzia un capitale sufficiente. Ciò che la Gran Bretagna potrebbe fare meglio, sarebbe avviare le detrazioni per il pensionamento anticipato, aggiungere un fattore demografico alla sua formula pensionistica e adattare il mercato del lavoro alle esigenze di una forza lavoro che invecchia. 

 

È interessante notare che la Germania – che ha la reputazione di essere un pianificatore finanziario frugale e meticoloso – si è classificata al 26esimo posto nell’API. Sebbene il Paese se la sia cavata ragionevolmente bene in termini di adeguatezza e sostenibilità, la sua posizione complessiva è stata compromessa da un punto di partenza demografico debole a causa del rapido invecchiamento della popolazione. La Spagna, invece, si trova alla posizione numero 44. Il suo sistema pensionistico pubblico, per quanto generoso, potrebbe non essere sostenibile nel lungo periodo. Si potrebbe consigliare a Madrid di aumentare l’età pensionabile, avviare deduzioni anticipate e offrire agli anziani maggiori opportunità di lavoro. Sorprendentemente, la Francia è scesa sotto la Spagna al 51esimo posto. Anche Parigi ha un sistema pensionistico generoso, ma insostenibile, e potrebbe pensare a un’età pensionabile più elevata, a detrazioni anticipate e a un fattore demografico nella formula della pensione. 

Come sarebbe il sistema pensionistico “ideale”? L’analisi mostra che per la maggior parte dei Paesi, un sistema più equilibrato è a portata di mano. A questo proposito, la pandemia di Covid 19 potrebbe fungere da apripista: gli ultimi mesi hanno insegnato al mondo che un cambiamento radicale e azioni coraggiose sono possibili. Questa è una lezione che i responsabili politici potrebbero applicare anche alla riforma dei sistemi pensionistici.

“Anche se in questo momento tutti sembrano essere travolti dal Covid 19, la politica delle pensioni è un argomento troppo importante per perdersi nella battaglia contro il virus. Infatti, dovrebbe essere parte integrante di ogni strategia di recupero: è la chiave per sbloccare il risparmio precauzionale e affrontare le crescenti disuguaglianze”, rimarca il capo economista di Allianz SE: “se non si riesce a disinnescare l’incombente crisi pensionistica, il tessuto sociale potrebbe diventare ancora più logoro e un ulteriore aumento del populismo, con tutte le sue conseguenze negative per la libertà economica e individuale, sembra inevitabile”. Ai posteri l'ardua sentenza.

Dove puoi trovarmi

Qui troverai tutte le informazioni per contattarmi e ricevere una consulenza.

Contatti

Adriano Loponte

Piazza Erculea 15
20122 - Milano
Seguimi

Per una prima consulenza, scrivimi!