QUOTA 100, DAVOS E SHUTDOWN

Anche questa settimana, la settimana di Davos, si è chiusa con la maggior parte dei mercati mondiali in territorio positivo.

Quali sono i 3 argomenti che hanno avuto la maggior attenzione sui quotidiani nell’ultima settimana?

Il primo in assoluto è stato l’incontro di Davos con 96 articoli, in seconda posizione la questione quota 100 con 44 articoli e in ultimo la fine o meglio la sospensione dello Shutdown negli Stati Uniti con 19 articoli.


DAVOS

  Gli Usa rischiano una crescita zero quest’anno se non si trova una soluzione al più lungo shutdown governativo della storia, alla guerra commerciale con la Cina e alla Brexit, ma è improbabile che finiscano in recessione. E’ questa l’opinione degli esperti finanziari che hanno dibattuto sul futuro dell’economia americana al World Economic Forum di Davos, appuntamento che si è chiuso ieri. Tra i commenti anche che il presidente Donald Trump non ha mantenuto le promesse elettorali sui diritti dei lavoratori e questo fa si’ che il risentimento stia crescendo. ‘Lo shutdown, se continua, sarà molto problematico’, ha detto Kenneth Rogoff, economista di fama internazionale e professore ad Harvard.
‘La stima di una crescita zero non e’ una follia’, ha aggiunto. Piu’ ottimista Brian Moynihan, presidente e ceo di Bank of America che si aspetta una crescita dell’1,9% per il 2019, grazie alla forte occupazione, ai solidi consumi e all’ottimismo delle imprese, ai massimi da tre anni. Il disagio dei mercati può essere collegato al fatto che dal 2009 in poi ‘abbiamo visto quasi il piu’ lungo periodo di crescita degli Usa dalla Seconda Guerra Mondiale. Quindi la gente naturalmente pensa che qualcosa ora debba andare storto’, ha commentato David Rubenstein, co-fondatore e co-presidente esecutivo di Carlyle Group, una delle maggiori societa’ di investimento del mondo.

Rubenstein prevede che la guerra commerciale con la Cina verrà risolta nel giro dei prossimi 2-3 mesi quando entrambi i paesi si renderanno conto che rischiano di soffrire conseguenze ancora peggiori. Anche lo shutdown – ha detto – dovrebbe finire presto, perchè sia i Repubblicani, sia i Democratici saranno ritenuti colpevoli se continua piu’ a lungo. Tuttavia, ‘se non risolviamo lo shutdown in tempi ragionevoli, avrà certamente un impatto sull’economia’.

A preoccupare – ha poi indicato Rubinestein – dovrebbero essere anche i 23mila miliardi di dollari di debito federale. Per Rogoff, invece, si tratta di preoccupazioni solo sul medio-lungo termine. Rubinestein ha ribattuto che prima o poi ‘i mercati si sveglieranno e non tollereranno’ una situazione che vede gli Usa prendere a prestito 1.200 miliardi ogni anno su un budget annuale di 4.200 miliardi. Intanto cresce il risentimento dei lavoratori, perché Trump non ha mantenuto la promessa di una maggiore protezione nei loro confronti.

Come ha notato Elizabeth Shuler, segretario-tesoriere e ceo della American Federation of Labor e del Congress of Industrial Organizations (AFL-CIO), ‘stiamo vedendo proteste nel Paese’. Societa’ come Amazon e Uber si sono unite ‘alla corsa al ribasso’ in termini di salari e diritti dei lavoratori. A Los Angeles, 30,000 insegnanti ogni giorno fanno picchetti per chiedere salari piu’ alti e classi di minori dimensioni. Tra i rischi dello shutdown, che ha lasciato senza paga o a casa 800mila dipendenti pubblici, anche quello sul traffico aereo: ‘se sentiste quello che dicono controllori e piloti sui controlli manuali non tornereste negli Usa’, ha concluso Shuler.

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QUOTA 100

   Quota 100 è la misura che permette ai lavoratori, che hanno almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi versati, di andare in pensione in anticipo. Il governo la considera come lo strumento che avvia il superamento della legge Fornero, ma in realtà non cancella il sistema vigente in materia di pensioni: si limita infatti a introdurre la possibilità di anticipare la pensione per chi è in possesso di determinati requisiti.

Chi può accedere alla quota 100
La quota 100 viene introdotta in via sperimentale per il triennio 2019-2021. Può accedere all’anticipo pensionistico un lavoratore che abbia compiuto i 62 anni di età e abbia versato almeno 38 anni di contributi. Per chi aderisce alla quota 100 c’è il divieto di cumulo: il pensionato non può continuare a percepire redditi da lavoro superiori ai 5mila euro l’anno.

La quota 100 è la misura che permette ai lavoratori, che hanno almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi versati, di andare in pensione in anticipo. La quota 100 è considerata, dal governo che l’ha introdotta, come lo strumento che avvia il superamento della legge Fornero, ma in realtà non cancella il sistema vigente in materia di pensioni: si limita infatti a introdurre la possibilità di anticipare la pensione per chi è in possesso di determinati requisiti.

Chi può accedere alla quota 100
La quota 100 viene introdotta in via sperimentale per il triennio 2019-2021. Può accedere all’anticipo pensionistico un lavoratore che abbia compiuto i 62 anni di età e abbia versato almeno 38 anni di contributi. Per chi aderisce alla quota 100 c’è il divieto di cumulo: il pensionato non può continuare a percepire redditi da lavoro superiori ai 5mila euro l’anno.

Dipendenti pubblici e quota 100
Per i dipendenti pubblici la prima data disponibile è invece quella dell’1 agosto 2019. Chi non ha raggiunto i requisiti entro il 31 dicembre dovrà aspettare sei mesi per ricevere l’assegno previdenziale. Se ha, cioè, raggiunto i requisiti il 15 maggio, riceverà la pensione a partire dal 15 novembre. È obbligatorio, per i dipendenti pubblici che vogliono andare in pensione in anticipo, fornire un preavviso di sei mesi. Per chi lavora nella scuola, la pensione arriverà solamente all’inizio del nuovo anno scolastico, quindi a settembre.

Nessuna penalizzazione, ma l’assegno sarà ridotto
Chi aderirà alla quota 100 non subirà penalizzazioni: la sua pensione non sarà tagliata. Ma sarà comunque inferiore in quanto chi aderisce anticipa l’uscita dal lavoro e versa quindi meno contributi per alcuni anni. Nei casi limiti, quelli di 5 anni di anticipo, la riduzione dell’assegno può arrivare fino al 30%. Facendo un esempio su uno stipendio da lavoro da 2mila euro netti al mese, normalmente l’assegno previdenziale sarebbe di 1.761 euro al mese. Con l’anticipo di cinque anni diventa di 1.244 euro, per circa 500 euro mensili in meno.

La buonuscita per i dipendenti pubblici
Per tutti i dipendenti pubblici viene prevista la possibilità di ricevere subito, almeno in parte, il Tfs, il Trattamento di fine servizio, senza aspettare i classici 2-3 anni. Si può ricevere un anticipo sul trattamento di fine rapporto fino a 30mila euro.

Il riscatto dei buchi contributivi e della laurea
Con la pace contributiva si prevede la possibilità, nel triennio 2019-2021, di riscattare i periodi in cui non si sono versati contributi, ad esempio gli anni in cui non si è lavorato. Sarà inoltre possibile, per i lavoratori sotto i 45 anni, riscattare la laurea con uno sconto: per ogni anno di studio universitario – fino a un massimo di 5 anni – si pagheranno 5.421,30 euro. Con una riduzione che può arrivare fino al 60%.

Le altre possibilità di pensione anticipata
Oltre alla quota 100 esistono anche altre possibilità di uscita anticipata dal lavoro. Chi ha versato contributi per almeno 42 anni e 10 mesi (41 anni e 10 mesi per le donne) può andare in pensione senza aspettare i 67 anni richiesti dalla legge. Con l’Opzione donna, le lavoratrici possono ulteriormente anticipare la pensione: sono sufficienti 58 anni di età per le dipendenti e 59 per le autonome, nel caso in cui abbiano versato almeno 35 anni di contributi. Per i lavoratori precoci, coloro che hanno iniziato a lavorare entro i 18 anni, sono sufficienti 41 anni di contributi.
Milano Finanza di sabato 26 gennaio ha pubblicato l’elaborazione Progetica con le tabelle per uomini e donne per poter accedere a quota 100. L’ultima tabella presenta invece il requisito di età sfruttando i 4 anni di riscatto della laurea.

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SHUTDOWN

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che è stato raggiunto un accordo sulla riapertura del governo federale degli Stati Uniti, che è stato privato di finanziamenti per più di un mese. La proposta programma finanziamenti fino al 15 febbraio.

L’approvazione del bilancio è stata bloccata per una disputa sul finanziamento del muro proposto da Trump lungo il confine Usa-Messico, contro cui i Democratici si oppongono.

“I muri non dovrebbero essere controversi”, ha detto Trump, sottolineando che i Democratici hanno ” finalmente riconosciuto pienamente che avere barriere, un recinto o muri, è parte cruciale della sicurezza delle frontiere.”

Con queste parole il presidente degli Stati Uniti Donald Trumo ha posto fine ( in realtà per ora ha solo sospeso ) al 22° Shutdown della storia americana, quello durato più a lungo. L’attuale Shutdown è infatti iniziato il 22 dicembre del 2018.

Shutdown traduzione – Shutdown letteralmente è la traduzione di “spegnimento” o “arresto”. Nel lessico giornalistico questa espressione significa più propriamente il blocco delle attività amministrative negli Stati Uniti.

Si verifica quando nel Congresso non c’è accordo sull’approvazione dei finanziamenti ai vari dipartimenti (paragonabili ai nostri ministeri) e quindi si ha una mancanza di fondi per le spese del Governo federale.

In particolare, lo shutdown è una procedura prevista dall’Antideficiency Act e prevede che, senza l’approvazione degli stanziamenti, le attività governative non essenziali debbano essere sottoposte a un blocco fino all’approvazione di un rifinanziamento da parte del Congresso.

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