UBER SBARCA SUL MERCATO

Il 10 maggio abbiamo assistito alla quotazione del titolo Uber in borsa. A 10 anni dalla sua nascita, l’azienda fondata a SanFrancisco ha esordito sul mercato. Il prezzo di collocamento è stato di 45$, meno di quanto ipotizzato alla vigilia della quotazione. Sono stati collocati 180 milioni di titoli per una valutazione complessiva di 75 miliardi, inferiore rispetto ai 120 previsti circa un anno fa.

Nonostante questi numeri, l’Ipo di Uber è stata la quattordicesima più grande al mondo, la più grande per un’azienda high tech dopo il collocamento di Facebook avvenuto nel 2012. Uber è un servizio disponibile in molte città del mondo, anche se in Italia la sua conoscenza è ridotta per effetto di un servizio disponibile solo per le auto ncc.

La caratteristica che più ne caratterizza il servizio, oltre a un costo ridotto rispetto a quello dei taxi tradizionali, è la rapidità e semplicità di utilizzo attraverso l’App proprietaria. Anche la fatturazione e il pagamento, con la carta di credito già registrata, sono molto comodi e pratici. Uber oggi sta già cambiando il suo modello di business allargando la sua offerta verso la consegna di cibo a domicilio, alla logistica, a bici e monopattini e ad auto che in un futuro non troppo lontano saranno munite di guida autonoma. E’ interessante considerare che la “società di taxi“ più grande al mondo, non sia proprietaria di una sola auto. Oggi però Uber non fa ancora grossi utili e questo è il motivo per cui il prezzo dell’azione è stato meno caro di quanto si pensasse.

Nonostante i 91 milioni di utenti in 63 paesi, Uber ha chiuso il 2018 con perdite pari a 1,8 mld di dollari. L’Ipo è molto importante per chi ha investito e ha avuto fiducia dell’azienda fin dai primi momenti e questa è secondo me una valutazione importante da effettuare. Tutti i titoli di giornale nella giornata del debutto e lunedì 13 maggio, evidenziavano solo quanto hanno perso gli azionisti dal primo minuto del collocamento, dimenticandosi altri numeri…

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Sicuramente non hanno investito cifre enormi e sicuramente non hanno la posta in gioco più grande, ma anche le celebrity che hanno investito in Uber raccoglieranno i loro frutti. L’elenco degli investitori famosi include Gwyneth Paltrow, Jay-Z, Olivia Munn e Jay Brown. Anche Beyoncé avrebbe accumulato $ 6 milioni in azioni vincolate come pagamento per una performance del 2015.

Fedele alla canzone di Beyoncé “Pay me in equity, watch me reverse out of debt,”, ci sono celebrità che sostengono le loro quote in Uber abbiano giù cambiato le loro fortune. Lance Armstrong ha detto alla CNBC che il suo investimento “ha salvato la nostra famiglia” dopo aver pagato milioni di dollari per risolvere questioni legali legate all’assunzione di farmaci che migliorano le prestazioni. Esattamente quanto, non viene detto, solo che è “troppo bello per essere vero”.

Il trio di miliardari di Uber – Kalanick, Camp e Graves – è sicuramente d’accordo.

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