RISPOSTA ITALIANA ALLA LETTERA UE

Esattamente un anno dopo la nascita dell’attuale coalizione, continua ad aumentare la tensione all’interno della maggioranza. Venerdì sera il governo italiano ha risposto alla lettera della Commissione Europea che aveva ricevuto lo scorso 29 maggio, richiedente maggiori spiegazioni sulla mancata riduzione del debito.


PRONTA LA RISPOSTA ITALIANA ALLA LETTERA UE, PREVISTI TAGLI AL WELFARE, FORSE…

 

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Era attesa da giorni e sottolineava, in sostanza, che il governo non si sarebbe impegnato abbastanza per rispettare gli impegni previsti dal cosiddetto Fiscal Compact, secondo cui ogni stato europeo deve cercare di azzerare il proprio debito pubblico a medio-lungo termine e ridurre al minimo la spesa in deficit.

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In realtà tra il pomeriggio e la serata del 31 maggio sembrano diverse le bozze circolate…

La risposta italiana è arrivata al termine di una giornata di caos. Nel pomeriggio era comparso un testo arrivato alla stampa, che parlava di tagli al welfare e che aveva provocato il malcontento del M5s e del vicepremier Luigi Di Maio che, su Facebook, ha detto: “Non ho avuto ancora il piacere di leggere la lettera preparata dal ministro Tria all’Unione Europea ma apprendo che prevede tagli alla spesa sociale, alla Sanità, a Quota 100, al Reddito di Cittadinanza. Ma stiamo scherzando? Lo dico chiaramente: “al governo Monti non si torna”. Basta austerità, basta tagli, di altre politiche lacrime e sangue non se ne parla. Non esiste!”.

Poi è arrivata la smentita del ministero dell’Economia e in seguito quella del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha annunciato di aver ricevuto una lettera diversa e che si ricorrerà anche alla via giudiziaria contro la diffusione di testi “fake”.

Un portavoce ha fatto sapere che la Commissione Ue ha ricevuto la lettera di risposta dell’Italia ai rilievi sul debito, e ne ha cominciato l’analisi. Le conclusioni sul contenuto “finiranno nell’analisi complessiva” del bilancio italiano, ovvero il rapporto sul debito, che sarà pubblicato mercoledì prossimo assieme alle raccomandazioni economiche.

In un’intervista al Corriere della Sera in ministro Tria ha dichiarato: ”la fuga di notizie del testo preliminare diretto a Bruxelles ha provocato danno al negoziato con la Ue”, rispondendo anche alle dichiarazioni del vice-ministro Laura Castelli ha detto:  “se Castelli aveva quel documento, non lo doveva avere. Quello era un documento riservato, una bozza di lavoro con i miei appunti annotati a mano in cui osservavo nei vari passaggi questo sì, questo no. La corretta linea istituzionale vuole che prima di tutto un testo consolidato vada al presidente del Consiglio e poi al resto del governo”.

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