COSA SONO I MINI-BOT?

Si era già parlato di questo strumento qualche mese fa, ma fino al 28 maggio nessuno ha mai voluto prenderli in seria considerazione. E’ arrivato forse il momento di parlarne in modo più esaustivo.

Per prima cosa cosa sono i mini-bot? Sono banconote o fac-simili che potrebbero entrare nelle nostre tasche nei prossimi mesi. I mini-bot sono comunque titoli di stato, sono quindi un credito che chi lo possiede ha nei confronti dello stato. Questi titoli sono per prima cosa privi di interesse e la loro funzione è quella di poter pagare le imposte. Assumendo la forma di una banconota ( di diverso taglio, da 5 a 100€), possono essere utilizzati anche per pagare qualsiasi tipologia di acquisti, l’esempio dei buoni pasto può riportarci l’idea. L’idea dell’introduzione di questo nuovo strumento nasce per cercare di rilanciare l’economia in un momento di stagnazione, permettendo ad alcuni creditori dello stato italiano di avere immediatamente disponibili delle risorse da poter spendere e mettere in circolazione.

Veniamo ai numeri dei mini-bot. Per prima cosa il loro valore complessivo dovrebbe essere di 70 miliardi, questo è il valore del debito che lo stato ha nei confronti di alcuni creditori.

Lo stato oltre ad essere debitore verso alcuni cittadini italiani, è creditore delle imposte che noi paghiamo su base annua che si attestano a circa 725 miliardi ( 250 miliardi di irpef , 250 miliardi di imposte indirette come l’iva e 225 miliardi di oneri contributivi). In teoria ci dovrebbe essere quindi la possibilità di scambiare tranquillamente i mini-bot, 70 miliardi che permettono di pagare delle imposte annue che anno una valore di circa 10 volte superiore.

Vista così potrebbe anche sembrare una cosa interessante. Come mai Draghi nell’ultima riunione della Bce e altri economisti si sono però dichiarati contrari? Il 6 giugno Draghi ha affermato : “ i mini-bot o sono una valuta parallela, e allora sono illegali. Oppure sono debito pubblico e si aggiungono a quello che c’è già”.

Con la mozione approvata alla camera in modo bipartisan il 28 maggio scorso, il nostro paese ha così fatto una figuraccia alla quale hanno partecipato tutte le forze politiche. Eppure siamo in una fase in cui sarebbe meglio non distrarsi visti i livelli a cui viaggia lo spread, le richieste della UE e la nascita del nuovo parlamento europeo.

a dove nasce la paura che i mini-bot potrebbero essere una nuova valuta? La paura non nasce tanto dal taglio che come accennato e “mostrato” dal ministro Borghi potrebbe avere tagli compresi tra i 5 e i 100€, ma dal fatto che essendo titoli senza scadenza potrebbero sì essere considerati moneta. C’è quindi il problema che nel momento in cui rimangono in circolo ( proprio perché non hanno scadenza) possono essere utilizzati per pagare tasse o essere girati ad altri creditori.

Lorenzo Bini Smaghi ha risposto alla domanda del Corriere della sera dicendo: “sono solo una scorciatoia, non risolvono nulla. Se non a mettere il Paese in brevissimo tempo in una situazione ben peggiore. Bisogna avere chiaro che questo è solo un modo per imboccare la via d’uscita dall’euro”.

Il dubbio che nasce oggi è che questo può diventare un buon sistema per comprare tempo, magari per una eventuale emissione nel caso in cui la UE oltre a una sanzione chiede all’Italia di rispettare i parametri previsti e rientrare di circa 30 miliardi di euro…

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