CASSETTE DI SICUREZZA

Ha suscitato molto scalpore la proposta di applicare una tassa sui contanti depositati all’interno delle cassette di sicurezza. Partendo da un dato previsionale secondo cui all’interno delle cassette di sicurezza delle banche sarebbero depositati circa 200 miliardi di euro in contanti. La proposta della lega annunciata da Matteo Salvini nella puntata di Porta a Porta il 12 giugno è stata quella di rimettere in circolo, nel sistema economico questi importi fermi all’interno delle cassette di sicurezza.

La proposta non sarebbe una nuova tassa, ma una sanatoria sul modello delle operazioni di voluntary disclosure dei capitali detenuti all’estero che era possibile qualche anno fa. La logica sarebbe la medesima infatti: far emergere somme ferme dietro il pagamento di una sanatoria.

Questa proposta era già stata effettuata dai governi precedenti in occasione dell’ultima voluntary ma con imposte che a differenza delle attuali (15-20%) si attestavano a circa il 35%. La proposta in precedenza non ha mai avuto seguito perché si sono stimati rientri molto esigui con una tassazione così elevata e il rischio di alimentare operazioni illecite aveva bloccato sul nascere l’idea. E’ importante tenere in considerazione questo elemento perché proprio nei giorni scorsi è uscito l’Aggiornamento dell’Analisi nazionale sui rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo pubblicato dal Comitato di sicurezza finanziaria (CSF), presieduto dal direttore generale del Tesoro.

Nel testo viene ribadito che In Italia «l’uso del contante si conferma ancora generalizzato e continua a presentare un fattore di rischio per il riciclaggio e l’evasione fiscale».

Dove puoi trovarmi

Qui troverai tutte le informazioni per contattarmi e ricevere una consulenza.

Contatti

Adriano Loponte

Piazza Erculea 15
20122 - Milano
Seguimi

Per una prima consulenza, scrivimi!