L’ ITALIA EVITA LA PROCEDURA DI INFRAZIONE

L’ Italia ce l’ha fatta! Almeno per ora siamo riusciti ad evitare la procedura di infrazione da parte della BCE. Questo è stato possibile grazie al varo del salva-conti. Come annunciato il governo ha corretto i conti  approvando una nota di assestamento che permetterà di ridurre 7,6 mld di deficit e varando un decreto ad hoc con cui riduce di 1,5 mld la spesa per quota 100 e reddito di cittadinanza.

Grazie a questo provvedimento l’Italia rispetta le regole del Patto di stabilità per il 2019 ed evita di conseguenza la procedura per debito eccessivo. Il 2 luglio quindi la commissione europea, ha modificato il suo parere espresso inizialmente il 5 giugno e ha valutato che non ci sono le condizioni per avviare l’iter che avrebbe portato il nostro paese nel “braccio correttivo” dei conti pubblici. Questo cambiamento di linea era ormai atteso negli ultimi giorni e dopo il rialzo delle sedute precedenti, è stato festeggiato con un cospicuo rimbalzo del 2% da Piazza Affari.

Veniamo nel dettaglio dei numeri che hanno convinto Bruxelles a “graziare” il nostro paese in questa occasione. La nota di assestamento, permettendo di ridurre 7,6 mld di deficit permette di mantenere il deficit al 2,04%, lo stesso valore accordato al 30 dicembre scorso nella fase di approvazione del DEF 2019.

Considerando però che le condizioni macroeconomiche sono peggiorate in area euro, questo valore corrisponde ( secondo la commissione europea) a un miglioramento dello 0,2% dei conti. Questo valore ha portato la stessa commissione a definire broadly compliant ( grosso modo in linea) con le prescrizioni del Patto di Stabilità il nostro paese. Inoltre il governo ha menzionato la scelta del Parlamento di non far scattare i previsti aumenti Iva, prevedendo coperture alternative da reperire attraverso la revisione della spesa e la razionalizzazione delle agevolazioni fiscali. Viene poi specificato che i risparmi su Quota 100 e reddito di cittadinanza dovrebbero proseguire anche il prossimo anno; infine il nostro Paese promette di proseguire il programma di riforme, adeguandosi alle raccomandazioni europee, in particolare nei settori della pubblica amministrazione e della giustizia. Nel testo c’è l’impegno a rispettare anche nel 2020 i vincoli del Patto e quindi a garantire un ulteriore e adeguato miglioramento strutturale. Il governo inoltre ha menzionato la scelta del Parlamento di non far scattare i previsti aumenti Iva, prevedendo coperture alternative da reperire attraverso la revisione della spesa e la razionalizzazione delle agevolazioni fiscali.


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