UNICREDIT: Trapelano le prime voci sul nuovo piano quadriennale

In attesa della presentazione del nuovo piano quadriennale di Unicredit, prevista per il prossimo 3 dicembre, iniziano a trapelare le prime indiscrezioni sui contenuti dello stesso. La prima voce che viene evidenziata è una ulteriore riduzione dei costi, prevista del 10%, da raggiungersi attraverso un aumento di efficienza, digitalizzazione e automazione. Tre concetti sicuramente attuali in tutti i settori lavorativi, non necessariamente privi di effetti negativi per chi lavora. 

E’ proprio sul numero di occupati o meglio dei tagli previsti che si sono alimentate nelle ultime ore le maggiori critiche. Si vocifera infatti di una possibile riduzione di 10000 dipendenti dal 2020 al 2024 ( se si considerano i tagli del primo triennio si arriva alla cifra di 24.700 dipendenti, pari al 29% dell’attuale forza lavoro). Il segretario generale della Fabi Lando Maria Sileoni in una lettera aperta sulla Verità del 24 luglio, ha invitato Mustier a fare chiarezza sui numeri e soprattutto sul futuro della banca.. Il cost income di Unicredit oggi è infatti tra i migliori d’Europa, il costo degli attuali 86000 dipendenti è di circa 6 MLD di euro l’anno, pari al 30% dei ricavi. 

Dal suo arrivo in Unicredit Mustier ha venduto le attività più redditizie ( Pioneer, Pekao e Fineco), incassando oltre 7 mld, ha pulito il bilancio dalle sofferenze ( causando il famoso buco di 11 miliardi nel 2016), ha rafforzato il capitale con il maxi aumento di 13 miliardi di euro. La domanda e il dubbio che viene posta dal Segretario generale della Fabi è se la volontà finale è quella di volere una banca forte, patrimonialmente pulita dalle sofferenze per creare una fusione in Europa da preda o da predatore.

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