Fitch lascia invariato il rating sull’Italia


 L’apertura della crisi di governo e la possibilità di andare a elezioni anticipate, hanno caratterizzato la giornata di venerdì 9 agosto. Fortunatamente il segno meno si è fermato a 2,48% nonostante in serata a mercati chiusi, tutti attendevano le valutazioni dell’agenzia di rating Fitch sull’Italia. Fortunatamente il giudizio sul nostro paese non è stato modificato e e il rating è stato mantenuto BBB. 

Nel dettaglio: “ l’alto livello del debito pubblico”, una crescita debole e “la crescente incertezza” legata all’attuale dinamica politica, fanno mantenere negativo l’outlook. Dal punto di vista del debito pubblico Fitch prevede che salirà dal 132,2% del 2018 al 134,7% nel 2021 aggiungendo che ci sono “rischi negativi per le prospettive di bilancio qualora un futuro governo decidesse di disimpegnarsi dalle regole Ue ed essere più disponibile a rischiare una maggior i stabilità dei mercati”. Fitch, che già a febbraio dava per scontata la caduta del governo giallo-verde, ipotizza inoltre che non ci scatterà nessuna clausola di salvaguardia dell’IVA e che ci sarà un’aliquota flat del 15%, nel programma della Lega , che potrebbe essere limitata ai redditi inferiori a 50.000€. Scampato il pericolo Fitch il prossimo appuntamento con le agenzie di rating sarà il 6 settembre quando si esprimerà Moody’s e poi il 25 ottobre sarà la volta di Standard &Poor’s.



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