La BCE, prima del cambio della guardia, tenta di accontentare anche le banche

 

Mettere d'accordo tutti, o quasi, in tema di politica monetaria per l'intera Europa non è certo facile. Sembra esserci riuscita, una volta in più, la Banca Centrale Europea sotto la guida ancora per qualche settimana di Mario Draghi, che a fine ottobre lascerà lo scettro dell'Eurotower a Christine Lagarde.

Le ultime mosse dell'Istituto di Francoforte non solo continuano nella strategia di sostegno all'economia e alla crescita dell'eurozona, con il riavvio del Quantitative easing per 20 miliardi di euro al mese, a partire da novembre e senza limiti temporali prefissati. Ma accontentano, almeno in parte, anche il mondo bancario, che da tempo si lamentava di subire gli effetti negativi della politica monetaria accomodante e a tassi d'interesse ai minimi storici da parte della Bce.

 

In questi anni, con le manovre monetarie coordinate da Draghi, la liquidità degli istituti bancari europei è aumentata, e questi ultimi hanno iniziato a detenere nelle casse della Bce più riserve del dovuto. Su queste riserve in eccesso hanno poi cominciato a pesare i tassi di deposito negativi (oggi a -0,40%), che hanno progressivamente eroso gli utili delle stesse banche.

E così venerdì l'Eurotower ha introdotto per la prima volta, a partire dal 30 ottobre, il cosiddetto Tiering, il nuovo sistema a due livelli per la remunerazione della liquidità in eccesso depositata dalle banche europee presso la Bce. Una misura che, insieme alle altre varate dal Board di Francoforte, è stata bene accolta dai banchieri e dai mercati, con uno Spread sceso ai livelli di maggio 2018 (sotto i 140 punti), e con il rendimento dei Btp decennale ai minimi storici (0,86%). Mentre Piazza Affari nell'ultima seduta della settimana ha guadagnato lo 0,8%.

 

Il lancio di questo Tiering a due livelli permetterebbe alle banche italiane, secondo le stime, un risparmio potenziale pari a 156 milioni di euro l'anno: a essere esentata dai tassi negativi sarà soltanto una parte dei fondi che gli istituti di credito depositano presso la Bce in eccesso rispetto alle riserve obbligatorie, e non l’intero ammontare come qualcuno sperava. Un tesoretto di 156 milioni di euro (due terzi dei quali per Intesa Sanpaolo, che detiene 35 dei 68 miliardi di euro delle riserve italiane depositate nei forzieri di Francoforte) rispetto ai 213 milioni che si potevano mettere in conto nel caso di un'esenzione totale.

Ma, di questi tempi, la misura della Bce è bastata a far contenti anche i banchieri dell'Abi: soddisfazione per il lancio del sistema Tiering è stata espressa dal direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini, che, insieme al numero uno dell’Associazione bancaria italiana, Antonio Patuelli, aveva scritto una lettera alla Bce proprio per sollecitare questi interventi, in modo da riconoscere gli effetti negativi per il settore bancario di una politica con tassi di interesse negativi.

 

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