Tassi negativi ai clienti delle banche, ora la questione si apre anche in Italia

Applicare, da parte delle banche, tassi d'interesse negativi sui depositi e conti correnti dei clienti. Come già può avvenire, su grandi volumi finanziari, in Germania, Svizzera e Danimarca.

A gettare il sasso nello stagno, e ad aprire la questione a livello europeo, e quindi anche in Italia, è stato nei giorni scorsi Jean Pierre Mustier, amministratore delegato di UniCredit, ma nella sua veste di presidente dell'European banking federation (Ebf), la Federazione bancaria europea.

Rivolgendosi direttamente alla Bce, dove Mario Draghi a fine mese passa il testimone a Christine Lagarde, Mustier ha detto che sarebbe importante se la Banca centrale europea dicesse alle banche di trasferire i tassi negativi ai clienti, salvaguardando i depositi inferiori ai 100mila euro.


Le banche oggi pagano un tasso negativo del 0,50% sui depositi presso la Bce oltre una certa quota (6 volte le riserve obbligatorie). La politica dei tassi negativi è stata portata avanti finora da Draghi per scoraggiare depositi eccessivi, fare in modo che le banche mettano sul mercato la liquidità, e così stimolare gli investimenti, i finanziamenti, l'economia e quindi l'inflazione.

Alcuni manager di grandi realtà finanziarie, come quello di Deutsche Bank e della stessa Allianz assicurazioni, criticano apertamente la politica monetaria della Bce.

Secondo Mustier, invece, la politica dei tassi negativi può funzionare, ma questo onere dovrebbe passare in qualche modo anche ai clienti Retail e Corporate delle banche. In questo modo, anche famiglie e imprese avrebbero un incentivo a consumare e investire, e le politiche monetarie della Bce arriverebbero meglio all'economia reale.

Il discorso, in pratica, è molto semplice: se la Bce applica tassi negativi alle banche europee per scoraggiare depositi eccessivi, la stessa cosa andrebbe fatta anche nei confronti dei loro clienti. Sarebbe poi un vantaggio per la reddittività delle banche.


Tassi negativi alla clientela possono essere già applicati, ad esempio, in Germania, Danimarca e Svizzera, dove Ubs e Credit Suisse li prevedono per depositi molto elevati, ad esempio, oltre un milione di euro.

Dopo un passo della Bce, per le banche sarebbe più semplice introdurre la novità alla clientela: come dire, “ci chiede di farlo la Banca centrale europea”. Escludendo del tutto i depositi garantiti, spetterebbe poi alle singole banche definire le condizioni in concreto. E qualcuno fa già notare che tutto ciò potrebbe diventare materia di concorrenza tra banche sulla raccolta.

Dopo l'intervento di Mustier, quindi, la questione diventa di attualità anche in Italia. Prima di passare dalle intenzioni ai fatti comunque ce ne vuole, anche perché va verificato il rispetto del Testo Unico Bancario, del Codice civile, oltre che il principio costituzionale che tutela il risparmio.

Ma il sasso nello stagno è stato gettato, e l'onda già si muove.


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