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Le mosse della Bce: tassi su di mezzo punto e nuovo scudo anti-Spread

Adriano Loponte

26 luglio 2022

La Banca centrale europea venerdì scorso ha alzato i tassi d'interesse di mezzo punto. Il tasso principale sale a 0,50%, il tasso sui depositi a zero e il tasso sui prestiti marginali a 0,75%. È il primo rialzo dal luglio del 2011. 

Il rialzo dei tassi da 50 punti base, più alto di quanto annunciato in precedenza, tiene conto "delle nuove stime sui rischi d'inflazione" ed è consentito "dall'ulteriore supporto assicurato alla trasmissione della politica monetaria dal Tpi, il nuovo scudo anti-Spread”, rileva la presidente della Bce, Christine Lagarde. L'economia dell'area euro "sta rallentando" e in questo pesa la guerra della Russia contro l'Ucraina. L'inflazione nell'Eurozona "è attesa restare fastidiosamente alta" oltre il 2022, anche a causa del deprezzamento del tasso di cambio dell'euro. 

“Nelle prossime riunioni del Consiglio direttivo sarà opportuna un'ulteriore normalizzazione dei tassi di interesse”, (cioè ulteriori ritocchi al rialzo) anticipa la Bce, spiegando che "anticipare a oggi l'uscita dai tassi di interesse negativi consente al Consiglio direttivo di passare a un approccio in cui le decisioni sui tassi vengono prese volta per volta. L'evoluzione futura dei tassi di riferimento continuerà a essere guidata dai dati e contribuirà al conseguimento dell'obiettivo di inflazione del 2% a medio termine".

 

E poi, via allo scudo anti-Spread: lo “strumento di protezione del meccanismo di trasmissione della politica monetaria” (Transmission Protection Instrument, abbreviato in Tpi) nei piani assicurerà che “l'orientamento di politica monetaria sia trasmesso in modo ordinato in tutti i Paesi dell’area dell'euro”, spiegano alla Bce, osservando che “è un presupposto affinché la Bce possa adempiere il mandato di mantenere la stabilità dei prezzi”. Lo scudo avrà una potenza di fuoco negli acquisti di Bond che "dipenderà dalla gravità dei rischi per la trasmissione della politica monetaria" e gli acquisti "non sono soggetti a restrizioni ex ante".

Questo cosiddetto scudo anti-Spread, servirà a soffocare sul nascere le crisi del debito sovrano stile 2011. Ma non toglierà ai Governi nazionali le castagne dal fuoco eliminando episodi di turbolenza, come è evidente dalla prima reazione dello Spread Btp-Bund che, all'annuncio dello scudo, anziché scendere è salito.

 

Il Transmission Protection Mechanism (Tpi) è un compromesso tra le anime della Bce: non è un paracadute pronto ad attivarsi a ogni fiammata dello Spread. Ma uno strumento, che affianca quelli preesistenti, l'Omt di Draghi e i reinvestimenti del 'Pepp' pandemico, da attivare con lo scopo preciso di far sì che la trasmissione degli impulsi di politica monetaria sia omogenea nell'area euro. 

Il Tpi comprerà titoli di Stato (con la possibilità di estendersi ad altri Bond) con scadenza fra uno e dieci anni, sterilizzando gli acquisti per non alimentare inflazione. Ma non fissa una soglia massima esplicita per lo Spread. Nessun automatismo: al contrario, la presidente della Bce Christine Lagarde ha sottolineato che la Bce deciderà in maniera "discrezionale". 

Le condizioni per beneficiarne non sono quelle rigide del Mes, ma il Tpi non è nemmeno un assegno in bianco: prevede il rispetto del 'fiscal framework' Ue, l'assenza di gravi squilibri macroeconomici, sostenibilità del debito, rispetto degli impegni presi con il Recovery Fund e con le raccomandazioni specifiche della Commissione Ue. E alcuni osservatori finanziari osservano: “lo scudo non riporta le lancette dell'orologio indietro a quando la Bce era il principale compratore di debito sui mercati”.  

 

 

 

 

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