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Rappresentazione visiva dell'articolo: L’Earth Overshoot Day arriva sempre prima

L’Earth Overshoot Day arriva sempre prima

Adriano Loponte

09 agosto 2022

L’Earth Overshoot Day è il giorno che segna l’esaurimento delle risorse rinnovabili che la Terra è in grado di rigenerare nell’arco di un anno solare. La data cambia di anno in anno, a seconda della rapidità con cui le risorse vengono sfruttate e consumate. Quest’anno la data fatidica è stata il 28 luglio. 

In pratica, dal 29 luglio al prossimo 31 dicembre l’Umanità sta consumando risorse naturali che la Terra non sarà in grado di rigenerare nell’arco dell’anno successivo. L’Earth Overshoot Day è una data simbolica elaborata ogni anno dal Global Footprint Network, una organizzazione no-profit internazionale che studia l’impronta ecologica di tutti i Paesi.

Lo scorso anno l’Overshoot Day, a livello globale, era stato il 29 luglio, quindi quest’anno è arrivato un giorno prima, rispetto al 2021, abbiamo esaurito un giorno prima ciò che la Terra rigenera nell’arco di un anno. Dal 1972 a oggi la tendenza generale vede purtroppo un costante arretramento della data. Dal 10 dicembre stimato per il 1972 siamo arrivati al 28 luglio. Con un significativo picco negativo in due anni consecutivi, il 2018 (25 luglio) e il 2019 (26 luglio): in pratica i due anni che hanno preceduto la pandemia.

“Nel 2020 Il giorno del sovrasfruttamento della Terra era arrivato più tardi del solito, ovvero il 22 agosto”, rileva il sito web Rinnovabili.it: “a generare l’inversione di tendenza è stato però un evento eccezionale, la pandemia di Covid-19, che ha comportato il rallentamento dell’economia globale e il conseguente impatto su consumi ed emissioni”. Poi, in breve, tutto torna come prima.

 

Come viene calcolata e trovata la data dell’Earth Overshoot Day? Viene prima calcolata “la biocapacità terrestre globale, cioè quella ‘riserva biologica’ che permette all’ecosistema di rigenerare le risorse e di assorbire il carbonio emesso”, spiega il sito EticaSgr.com: “quindi si stimano le esigenze dell’Umanità in termini di emissioni di carbonio, di terreni coltivati, di sfruttamento degli stock ittici e di uso delle foreste”. Si calcola infine il numero di giorni in cui i due dati si compensano a vicenda: i giorni in cui i consumi oltrepassano la ‘riserva’ sono detti di Overshoot (“superamento”), in quanto eccedono le risorse disponibili.

Il calcolo dell’Overshoot Day è quindi dato dal rapporto tra l’ammontare di tutte le risorse che la Terra è in grado di generare ogni anno e l’impronta ecologica dell’Umanità, cioè la richiesta di risorse per quell’anno. 

Detto in altre parole: il genere umano sfrutta le risorse della Terra come se avesse a disposizione 1,75 pianeti. Questo risultato, ottenuto considerando i consumi di tutti gli Stati del mondo, è uno dei peggiori in assoluto e testimonia le drammatiche conseguenze degli stili di vita e delle abitudini di consumo dei Paesi a reddito alto.

Il sito EticaSgr.com sottolinea ancora: per il nostro Paese l’Overshoot 2022 è stato il 15 maggio, da quel giorno in poi abbiamo esaurito le risorse disponibili per l’anno in corso e da allora stiamo consumando le risorse del 2023. Il Global Footprint Network stima che la percentuale più alta dell’impronta italiana sia data dai consumi alimentari (25% del totale) e dai trasporti (18%), seguiti da edilizia, agricoltura, allevamento ed energia. Secondo i calcoli, se tutti gli abitanti del Pianeta vivessero come noi italiani, servirebbero 2,8 pianeti per sostenere i consumi di risorse naturali.

 

C’è anche, e purtroppo, chi fa peggio. Nel 2022 il primo Paese ad aver raggiunto l’Overshoot Day è stato il Qatar (10 febbraio), seguito dal Lussemburgo (14 febbraio). Entrambi i Paesi vantano il poco invidiabile primato di vivere a debito di risorse per quasi tutto l’anno. A seguire ci sono Canada, Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti (13 marzo), quindi Australia (23 marzo), Belgio (26 marzo), Danimarca (28 marzo) e Finlandia (31 marzo). Sono i Paesi che più inquinano e consumano risorse naturali.

Per contro, gli Stati dove l’Overshoot Day arriva più tardi sono la Giamaica (20 dicembre), l’Indonesia (3 dicembre) e l’Ecuador (6 dicembre). Significa quindi che alla Giamaica per vivere bastano poche risorse in più rispetto a quelle offerte dalla natura, mentre per gli Stati ‘maglia nera’ servono in media cinque volte le risorse naturalmente disponibili. Se al mondo esistessero solo i Paesi ricchi e industrializzati, avremmo bisogno di cinque pianeti per sostenerne i consumi quotidiani. Ovviamente, una situazione del genere non è sostenibile e porta al collasso del Pianeta.

 

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