Vai al contenuto principale
Rappresentazione visiva dell'articolo: Addio alla Regina Elisabetta II d’Inghilterra dopo 70 anni di regno

Addio alla Regina Elisabetta II d’Inghilterra dopo 70 anni di regno

Adriano Loponte

13 settembre 2022

C’è chi dice che con la morte della Regina Elisabetta II d’Inghilterra – che si è spenta l’altro giorno a 96 anni, nel castello di Balmoral in Scozia – si è davvero chiuso il Novecento. Può essere una conclusione un po’ forzata, ma di sicuro la Regina Elisabetta è stata tra i grandi protagonisti del secolo scorso, e – questo sì – tra gli ultimi ad andarsene.

Ieri la sua salma è stata trasferita a Edimburgo, dove sarà esposta per 24 ore nella cattedrale di Saint Giles, per l’ultimo saluto da parte dei suoi sudditi scozzesi, poi lunedì prossimo 19 settembre sono in programma i solenni funerali di Stato a Londra, all’abbazia di Westminster.

In questi giorni rimbalzano sulle televisioni le immagini un po’ sgualcite di un altro evento solenne, che si svolse proprio nella stessa grande abbazia londinese: quelle della sua incoronazione, il 6 febbraio 1952, quando Elisabetta era una giovane e bella venticinquenne. Da allora ha regnato sulla Gran Bretagna per 70 anni, e il suo regno è stato caratterizzato da una lunga serie di record, più o meno ufficiali. 

Per esempio, Elisabetta è stata la sovrana più longeva nella storia del Regno Unito, e quella più anziana. Nessuno ha viaggiato più di lei (oltre 120 viaggi ufficiali), ed è l'unica ad aver presenziato all'apertura di due edizioni delle Olimpiadi estive: a Montreal nel 1976 e a Londra nel 2012. Sempre nel 1976 è diventata la prima sovrana a inviare un'email: è accaduto il 26 marzo di 46 anni fa, con un messaggio inviato da una base militare attraverso la rete Arpanet.

 

Nella sua lunga 'carriera' reale, che si è snodata attraverso due secoli, Elisabetta ha lavorato con 15 primi ministri del governo inglese. Quando è salita al trono, nel 1952, era in corso il mandato del premier Winston Churchill.

Al numero 10 di Downing Street si sono poi succeduti Anthony Eden (1955), Harold Macmillan (1957), Alec Douglas-Home (1963), Harold Wilson (1964), Edward Heath (1970), Harold Wilson bis (1974), James Callaghan (1976). È stata poi la volta di Margaret Thatcher (1979), John Major (1990), Tony Blair (1997), Gordon Brown (2007), David Cameron (2010), Theresa May (2016), Boris Johnson (2019) e Liz Truss (2022), fresca di nomina.

Secondo le regole e procedure della Corona e dello Stato inglesi, la Regina incontrava il capo del governo una volta alla settimana (il mercoledì), per ricevere personalmente gli aggiornamenti politici del Paese, e per “consigliare, spronare o criticare” le mosse di governo e Parlamento, come previsto dai rapporti tra le istituzioni.

 

Ora al trono è salito il figlio Carlo, incoronato come Re Carlo III, insieme alla consorte Camilla, da sempre al centro del gossip della famiglia reale. E si apre un piccolo ‘giallo’ sulla gestione dell’eredità: secondo le stime di Forbes, la monarchia britannica nel suo insieme vale 88 miliardi di dollari. La sovrana ne possedeva personalmente una (‘piccola’) frazione: 447 milioni di dollari.

E secondo i media anglosassoni di recente la Regina Elisabetta avrebbe modificato il testamento escludendo dall’eredità il nipote Harry, con la moglie Meghan e i loro figli. Vedremo cosa succederà d’ora in poi a Buckingham Palace. Sebbene una famiglia reale e una monarchia ai nostri giorni sembrino sempre più un fardello impolverato del passato, le vicende dei Windsor continuano ad appassionare orde di inglesi e di altri curiosi in tutto il mondo.

Intanto, la morte di Elisabetta II provoca già i primi contraccolpi: Antigua e Barbuda, isole che fanno capo al Commonwealth e che hanno riconosciuto come re e capo di Stato Carlo III, indiranno presto un referendum che potrebbe trasformarle in una Repubblica.

La Bbc riporta una dichiarazione in questo senso del premier del Paese Gaston Browne, il quale ha precisato che si potrebbe andare al voto entro tre anni, e che in ogni caso “non si tratta di un atto di ostilità” bensì del “passo finale per completare il cerchio dell'indipendenza e diventare una nazione veramente sovrana”.

Powered by

Logo Promobulls
Area riservata