A una settimana dal terremoto, sale a circa 40mila morti il tragico bilancio del sisma di magnitudo 7.8 che lunedì 6 febbraio ha devastato la Turchia e la Siria. In Turchia le vittime accertate sono circa 30mila, mentre in Siria quasi 10mila.
Proprio in territorio siriano, in particolare, il numero delle vittime “continuerà a crescere man mano che avremo pieno accesso alle aree colpite”, ha rimarcato il responsabile regionale emergenze dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità), Rick Brennan, citato da SkyNews. Sabato scorso, 11 febbraio, il responsabile dei soccorsi delle Nazioni Unite, Martin Griffiths, ha detto che questi numeri potrebbero raddoppiare, o andare anche oltre.
Le autorità turche hanno arrestato più di 100 costruttori edili nelle 10 province colpite dal terremoto: si tratta di persone legate ad alcuni degli edifici crollati, sospettate di avere violato le normative edilizie del Paese.
Il ministero della Giustizia, infatti, ha autorizzato quasi 150 procure locali a istituire “unità investigative sui crimini legati al terremoto”: i procuratori potranno avviare cause penali contro tutti i “costruttori e i responsabili” del crollo degli edifici che non rispettavano i codici esistenti, introdotti dopo un disastro simile nel 1999.
Uno di questi imprenditori, per esempio, è Mehmet Yasar Coskun, responsabile della costruzione di un palazzo di lusso di 12 piani con 250 appartamenti, nella provincia di Hatay, che è stato raso al suolo dalle forti scosse. L'uomo è stato arrestato venerdì scorso all'aeroporto di Istanbul mentre cercava di lasciare il Paese per andare in Montenegro: i procuratori di Istanbul ne hanno ordinato l’arresto dopo aver scoperto i suoi piani di volo.
I soccorsi e l’emergenza: un bambino di sette mesi è stato tratto in salvo nel distretto di Antakya, nella provincia meridionale turca di Hatay, dopo essere rimasto intrappolato tra le macerie per 140 ore. Nel distretto di Nizip della stessa provincia, una ragazzina di cui non è stata resa nota l'età è stata estratta dalle macerie 146 ore dopo il terremoto. Sempre nella provincia di Hatay, nel distretto di Antakya, un uomo di 35 anni è stato tratto in salvo da squadre di soccorso turche e romene dopo 149 ore.
