L’inflazione, sia negli States sia in Europa, è ancora troppo alta. I prezzi e il caro-vita continuano a correre, a livelli ritenuti sconvenienti. E quindi Federal Reserve americana e Banca Centrale Europea corrono di nuovo ai ripari alzando ancora una volta i tassi d’interesse, cioè il costo del denaro, per cercare di raffreddare i rincari dei prezzi. Obiettivo: portare l’inflazione al 2% circa nel medio periodo.
La Federal Reserve (Fed) americana ha alzato il tasso d’interesse di 25 punti, portando il range del tasso federale di riferimento dal 4,75-5% al 5-5,25%. La situazione in Usa può permettersi una pausa dopo dieci rialzi consecutivi: il tasso di interesse si trova ora tra il 5% e il 5,25%, un livello mai raggiunto dall'estate del 2007, prima della crisi finanziaria.
Inoltre, dopo le ultime crisi bancarie la Fed rassicura che il sistema è solido e resiliente, ma le condizioni del credito più rigide per le famiglie e le imprese potrebbero non solo pesare sull'attività economica, ma potrebbero accelerare il processo di disinflazione.
La Banca Centrale Europea, dal canto suo, ha alzato i tassi d’interesse di un quarto di punto percentuale (25 punti base), portando il tasso sui rifinanziamenti principali al 3,75%, quello sui depositi al 3,25%, e quello sui prestiti marginali al 4%.
Le future e prossime decisioni del Consiglio direttivo della Bce “assicureranno che i tassi ufficiali siano portati a livelli sufficientemente restrittivi per conseguire un tempestivo ritorno dell’inflazione all’obiettivo di medio termine del 2%, e saranno mantenuti a tali livelli per tutto il tempo necessario”, rimarcano i vertici dell’EuroTower a Francoforte.
Per quanto riguarda i prossimi passi, la presidente Bce, Christine Lagarde, ha ribadito più volte che “non sappiamo quel è il ‘magic number”, ovvero il tasso d’interesse terminale, “ma sappiamo che è un percorso e noi siamo in cammino”. Di certo, ha aggiunto, siamo in territorio restrittivo “ma non ancora sufficientemente restrittivo”, perché gli effetti della trasmissione monetaria “non si vedono sull'economia reale”. L'inflazione sta scendendo “ma non stiamo ancora vedendo un impatto completo", ha sottolineato la presidente Bce, “non siamo dipendenti dalla Fed, noi possiamo decidere di alzare ancora se la Fed si ferma”.
La Bce interromperà poi i reinvestimenti del programma di acquisti App a partire da luglio. Per quanto riguarda gli investimenti del programma di acquisti pandemico Pepp, la Banca Centrale Europea proseguirà i reinvestimenti dei titoli in scadenza almeno fino alla fine del 2024.
