Una nuova offerta e una campagna pubblicitaria che attirano come una calamita. Ma ognuno deve farsi bene i conti in tasca, e soprattutto secondo il proprio profilo di risparmiatore e investitore.
Dal 2 al 6 ottobre (fino alle ore 13.00) viene collocato sul mercato finanziario il nuovo Btp Valore, emesso dallo Stato italiano, che avrà una durata di 5 anni. Con questi rendimenti minimi garantiti: il 4,1% annuo per il primo triennio, e il 4,5% per il biennio finale. Con un ‘premio’ per i fedelissimi, che manterranno il titolo fino a scadenza, pari allo 0,5% della somma investita. Considerato anche il premio fedeltà, il rendimento medio è del 4,36% lordo annuo, pari al 3,815% netto.
Il rendimento definitivo: al termine del collocamento verranno annunciati i tassi cedolari definitivi che potranno essere confermati o rivisti, ma solo al rialzo, in base alle condizioni di mercato del giorno di chiusura dell’emissione. Sarà collocato sulla piattaforma Mot di Borsa italiana alla pari, senza vincoli né commissioni.
È prevista la consueta tassazione agevolata per i titoli di Stato (12,5%), e l’esenzione dalle imposte di successione su cedole e premio fedeltà. Appare come un investimento a basso rischio, ma sempre da considerare alla luce del proprio Portafoglio globale. Tra le incertezze, pesano le prossime mosse della Bce, a fronte di un’inflazione che resta alta. Quindi, per questa seconda emissione del Btp Valore, un rendimento sopra la media, ma incognita tassi.
Nella sua prima emissione a giugno, con durata quadriennale, i titoli avevano tassi cedolari minimi garantiti pari al 3,25% per il primo e secondo anno, e 4% per il terzo e quarto anno. Attualmente, sul mercato il Btp Valore emesso a giugno è scambiato a un prezzo di circa 98, dunque due punti al di sotto della parità.
Questa seconda emissione del titolo di Stato è riservata esclusivamente ai piccoli risparmiatori, e si caratterizza anche per la novità delle cedole trimestrali con rendimenti crescenti nel tempo. Sulla nuova offerta c’è quindi molto interesse e fermento, ma non è indispensabile correre ad accaparrarsi il Btp, seguendo una campagna pubblicitaria e di marketing. Per almeno 3 buoni motivi e indicazioni utili.
Il primo: il titolo di Stato può essere appetibile per qualcuno, ma in ogni caso non c’è problema, sul mercato finanziario c’è molto altro di molto simile. C’è una valanga di debito pubblico scambiato, con altri titoli quotati sul mercato secondario che hanno le stesse scadenze a 5 anni e pressocché lo stesso rendimento. E il nuovo Btp può esseremeno appetibile per qualcun altro, nel caso sia invece più adeguato un orizzonte temporale più breve, ad esempio a 3 anni, o più lungo, a 10 anni.
Quindi, seconda indicazione importante, e sempre valida: quando si costruisce e poi si sviluppa un Portafoglio finanziario, bisogna farlo sulle esigenze del titolare, sulle sue scadenze, obiettivi e desiderata, e non come una ‘stratificazione’ di offerte e promozioni diverse, seguendo il lancio e la pubblicità del momento. Perché altrimenti ciò alla lunga non porta benefici, né dal punto di vista del raggiungimento degli obiettivi – innanzitutto, se le scadenze del titolo sono diverse da quelle legate alle necessità dell’investitore –, né dal punto di vista del rapporto rischio-rendimento.
Occorre quindi verificare sempre che quello che compri ti serva veramente, in base alle tue esigenze, caratteristiche e obiettivi. Ancora di più nel caso dei tuoi risparmi e investimenti: non farti condizionare troppo dalla pubblicità e dalla promozione del ‘prodotto’ che viene fatta dal marketing e dall’attività commerciale.
Terza regola d’oro: fare sempre diversificazione, diversificare gli investimenti e le allocazioni sempre. Il principio della diversificazione degli investimenti non deve mai essere dimenticato o trascurato. Quindi bisogna anche controllare e verificare che un Portafoglio finanziario non sia troppo ‘sbilanciato’ verso la stessa fonte d’investimento. Insomma, altro che disintermediazione delle attività finanziarie e degli investimenti, attraverso ufficio postale e home banking: le informazioni, le conoscenze e l’orientamento forniti da un professionista finanziario e da un Private Banker continuano a essere essenziali per i risparmiatori e gli investitori privati.
