L’inflazione in Italia, e non solo, è in lieve calo ma resta comunque piuttosto alta. L’inflazione media annua nei 20 Paesi dell’Eurozona a settembre è scesa al 4,3%, in calo rispetto al 5,2% di agosto e al +9,9% di settembre dello scorso anno, secondo la stima preliminare di Eurostat. È il livello più basso dall’ottobre del 2021, dopo aver raggiunto il massimo storico un anno fa, nell’ottobre 2022, a quota 10,6%.
Anche in Italia l’inflazione rallenta, ma resta sopra alla media della zona euro. Sempre secondo Eurostat, nel nostro Paese l’incremento dei prezzi segna un +5,7% a settembre, rispetto al 5,5% di agosto; mentre la stima preliminare calcolata dall’Istat registra a settembre un aumento del 5,3% su base annua (da +5,4% di agosto). Una lieve flessione dovuta innanzitutto al rallentamento dei prezzi degli alimentari e dei beni durevoli, mentre tornano le tensioni sui prezzi degli energetici.
Per quanto riguarda risparmi e investimenti, come è meglio comportarsi quando l’inflazione è alta? La migliore strategia da seguire si articola innanzitutto in quattro punti. Eccoli.
Punto Uno: fare una buona pianificazione finanziaria della vita quotidiana, partendo dalla tenuta di un budget, cioè un registro delle entrate e delle uscite. Solo se si è ben consapevoli di come si spendono nell’ordinario i propri soldi, si è in grado nei periodi di incertezza e difficoltà di capire eventualmente a cosa si può rinunciare e come risparmiare.
L’attività di pianificazione serve per capire come varieranno le spese incomprimibili (cibo, riscaldamento, beni essenziali, eccetera) di cui non possiamo fare a meno, e quali spese non indispensabili possono essere tagliate (le cosiddette spese voluttuarie). In periodi di alta inflazione le spese impreviste possono essere ancora maggiori del solito e mettere in crisi l’equilibrio tra entrate e uscite. Ecco perché è utile accantonare delle risorse in un ‘fondo per le emergenze’, che va aumentato se l’inflazione cresce.
Punto Due: sarà ancora più necessario informarsi bene, confrontare più offerte, prima di fare un acquisto o prima di recarsi in banca per prendere un prestito o aprire un conto: per questo possono aiutare le Guide della Banca d’Italia.
Punto Tre: se abbiamo dei risparmi, il primo suggerimento per proteggerli dall’inflazione è quello di diversificare, cioè investire in più strumenti finanziari diversi tra loro (come depositi, titoli di Stato, azioni e obbligazioni, eccetera). La diversificazione, oltre a essere una regola generale del buon investitore, è infatti utile anche a contrastare gli effetti negativi di aumenti non previsti dell’inflazione. In particolare, quando l’inflazione aumenta, di solito aumentano anche i tassi di interesse e i rendimenti delle attività finanziarie: è importante quindi investire una parte dei propri risparmi in strumenti con scadenza a breve termine o a tasso variabile il cui rendimento si adegua velocemente all’aumento dei tassi.
Punto Quattro: nel caso in cui avessimo l’esigenza di indebitarci, ad esempio chiedendo un mutuo per la casa o un prestito, occorre ricordare che nell’immediato un tasso fisso può essere più alto di un variabile ma nel tempo assicura una rata costante e quindi protegge dall’inflazione, mentre nel caso di un mutuo a tasso variabile l’importo della rata cresce al crescere dei tassi di interesse. È proprio in questi casi che diventa ancora più importante procedere a una buona pianificazione delle spese e delle future rate per capire se siamo in grado di sostenerle.
In generale, in uno scenario di aumento dei prezzi è ancora più importante accrescere la propria cultura economico-finanziaria per fare in modo consapevole le proprie scelte di consumo, risparmio e investimento.
