Per pensare al domani con lungimiranza e accortezza, per pianificare e gestire meglio i propri soldi, ci sono (almeno) quattro domande semplici e fondamentali da farsi. E a cui dare risposte attendibili e concrete. Eccole: per cominciare, quali sono le mie uscite fisse? E poi, quali sono le mie entrate stabili? Terza domanda: riesco a risparmiare? Quarta: posso far fronte a potenziali rischi e imprevisti?
È rispondendo, senza ‘barare’, a questi interrogativi che ogni risparmiatore e investitore privato può muovere i primi passi di un percorso che guarda al futuro, per arrivarci attrezzati e preparati.
Quindi, partiamo dalla prima domanda da farsi: quali sono le mie uscite fisse? Bisogna, è essenziale, saperlo, e invece meno di un italiano su tre (meno del 30% della popolazione) tiene abitualmente traccia delle proprie spese, ma sia le indagini della Consob sia quelle internazionali ci dicono che chi ha questa abitudine riesce a risparmiare di più.
Nadia Linciano, responsabile dell’Ufficio studi economici della Consob, sottolinea: “pensiamo, ad esempio, alle piccole spese quotidiane e ripetute. Tendiamo a non contabilizzarle, eppure cappuccino e brioche al bar 5 giorni su 7 pesano per circa 500 euro all’anno, il 2 per cento di un reddito di 25mila euro”. E bisogna considerare che di (apparentemente) piccole spese ripetute ce ne possono essere parecchie. Per costi e uscite che quindi salgono, senza quasi che ce ne accorgiamo. Quindi, cosa fare: segna subito sullo smartphone ogni acquisto, anche piccolo, e dedica un’ora al mese per compilare un budget dove segni entrate, uscite e risparmio mensile.
Seconda domanda da chiedersi: quali sono le mie entrate stabili? Da notare, un altro consiglio utile e pratico: se non hai uno stipendio fisso, ricostruisci il tuo storico ad esempio degli ultimi 5 anni. Ripesca gli estratti conto, annota le entrate mensili e individua i periodi dell’anno in cui incassi meno.
Per calcolare la cifra su cui potrai disporre l’anno prossimo separa le entrate ‘costanti’, come i guadagni dei clienti fissi, da quelle straordinarie. Puoi conteggiare solo le prime o azzardare un calcolo statistico. Metti che tu abbia incassato una media di 50mila euro negli ultimi 5 anni, e per 3 anni tu abbia registrato entrate extra per circa 10mila euro. La probabilità che ciò si ripeta è del 60%. Nel tuo budget annuale, in media, puoi inserire un guadagno extra stimato pari al 60% di 10mila euro, cioè 6mila euro.
Terza domanda importante, anzi, fondamentale: riesco a risparmiare? Per farcela più facilmente a rispondere, devi associare il denaro a obiettivi concreti: la vacanza, la casa, il master. Individuali e fissa una tua percentuale di risparmio realistica, sulla base delle voci di uscita su cui intervenire. Metti nero su bianco l’elenco dei passi da fare per arrivare allo scopo. È dimostrato che se sciogli la complessità in operazioni semplici è più facile ottenere risultati.
E poi, anche: programma le spese più importanti con 3-4 anni di anticipo. Per esempio, quando tuo figlio ha 15 anni, devi farti un’idea della somma che ti servirà per pagargli l’università. E se l’impegno finanziario è notevole non scartare l’ipotesi di un prestito. Solo circa il 20% delle famiglie italiane ha una forma di finanziamento attiva, ma se questo viene utilizzato all’interno di un piano finanziario ragionato e ponderato è un’opzione per non dare fondo alle riserve. Confronta però – meglio insieme al tuo consulente finanzario – costi e interessi di più prodotti, e occhio alla rata: tutti i prestiti non devono superare, in media, un terzo delle entrate.
La quarta domanda rivelatrice delle tue potenzialità di risparmio e investimento: posso far fronte a potenziali rischi e imprevisti? Ognuno di noi dovrebbe valutare a quali problemi e incognite può andare incontro in futuro. Chiedersi, per esempio, se ha un lavoro a rischio e fare un check degli eventi negativi più probabili, valutando come potrebbe affrontarli.
Risparmiare spesso non basta per mettersi al riparo, anche se a pensarla così è circa il 70% degli italiani. Solo l’8% delle famiglie ha una polizza vita e il 15% una polizza danni diversa dall’Rc auto: due dati sotto la media europea. Ma se il rischio che corro può azzerare i miei risparmi, ‘trasferirlo’ a una compagnia assicuratrice è una buona soluzione che spesso costa solo alcune decine di euro al mese.
Quindi, cosa è importante fare per gestire meglio i propri soldi e pianificare bene risparmi e investimenti? È importante, anzi, fondamentale, farsi le domande giuste. A partire da quelle appena illustrate. Dandogli le risposte più ‘sincere’ e ponderate. E qual è il migliore consulente finanziario a cui rivolgersi? (Proprio) quello che (vi) fa le domande giuste, a volte anche ‘scomode’, dirette e concrete. E poi cerca di darvi, di trovare insieme a voi, le risposte più veritiere, pratiche, rivelatrici della vostra situazione finanziaria, delle sue opportunità e prospettive. Fuori da ogni ‘comfort zone’, perché la buona pianificazione finanziaria ha bisogno di domande semplici, incisive e concrete, per risposte attendibili, illuminanti e mai banali.
