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Italiani ancora insufficienti in educazione finanziaria e assicurativa, lo rileva anche l’Edufin Index

Adriano Loponte

04 novembre 2023

Con ottobre si è chiuso anche il Mese dell’Educazione finanziaria, un campo nel quale resta moltissimo da fare e migliorare. Un esempio tra i tanti possibili: un italiano su dieci, il 10% della popolazione, è ancora in una condizione di totale analfabetismo finanziario e assicurativo. E gli altri? Alcuni migliorano, ma di poco e lentamente. Circa il 60% degli italiani non arriva ancora a un livello ritenuto sufficiente di conoscenza. 

L’analfabetismo finanziario è un fenomeno che tocca tutte le categorie sociali, ma ce ne sono alcune che sono più fragili come le donne e i ‘nuovi italiani’. Per arginare questa tendenza è fondamentale continuare a diffondere conoscenze tra la popolazione e istituire degli insegnamenti economici e finanziari già dai primi anni di scuola, così che i bambini di oggi possano essere degli adulti informati nel futuro.

Lo evidenzia la seconda edizione di Edufin Index, l’Osservatorio sulla consapevolezza e sui comportamenti finanziari e assicurativi degli italiani, promosso da Alleanza Assicurazioni, Compagnia del Gruppo Generali, insieme a Fondazione Mario Gasbarri e con la collaborazione scientifica di SDA Bocconi School of Management. Con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

L’Osservatorio analizza le conoscenze finanziarie e assicurative della popolazione, su un campione di 3.700 persone, e mette in relazione le conoscenze con il comportamento. Ecco cosa risulta. Innanzitutto, il livello medio di Edufin Index nel 2023 cresce leggermente (56 vs 55), ma servono ancora sforzi per raggiungere la soglia del 60 su 100, indicata almeno come sufficienza.

 

Pur confermando la necessità di migliorare il livello, l’Osservatorio indica che è aumentata del 7% la percentuale di popolazione che raggiunge la sufficienza, passando dal 34% del 2022 all’attuale 41% del totale. Questo miglioramento è stato favorito dalla rilevanza data dai media a fattori di contesto e urgenza (scenario inflattivo, aumento dei tassi, crisi belliche, eccetera), insieme agli sforzi da parte delle Istituzioni e delle aziende private per informare e promuovere l’educazione finanziaria e assicurativa. Resta il fatto che quasi il 60% degli italiani non arriva ancora alla sufficienza. 

La ricerca presenta un’Italia a 5 velocità nell’approccio al mondo finanziario e assicurativo. Sono stati così identificati e descritti cinque macro-gruppi di italiani sulla base del loro crescente livello di conoscenza: fragili e disinteressati; insicuri ma fiduciosi; non curanti e fai da te; ottimisti e impavidi; colti e composti. E solo gli ultimi due gruppi superano il livello di sufficienza. 

Nel quadro complessivo, resta forte il Gender gap in alfabetizzazione finanziaria e assicurativa: il livello di Edufin Index delle donne arriva infatti a 54 (vs 59 uomini), e c’è un’alta percentuale di donne (30%) che si trova in una condizione di fragilità finanziaria (vs 23% degli uomini). Anche in tema di gestione del budget familiare in autonomia, il divario rimane ampio: il 65% delle donne non è autonomo (vs 56% per gli uomini). 

 

I giovani (18-34 anni) hanno un’alta propensione a informarsi, in quanto costantemente connessi al mondo digitale. Non dimostrano però particolare interesse ai temi finanziari e assicurativi, sono poco coinvolti nella gestione finanziaria familiare, anche se desidererebbero investire in autonomia. La ricerca conferma il ruolo centrale della famiglia dimostrando che i giovani che hanno un livello più elevato di Edufin Index provengono da contesti domestici con più alto livello di scolarità e discutono spesso di questi temi. 

Per quanto riguarda i ‘nuovi italiani’, cioè i cittadini di origine straniera, rappresentano circa il 9% della popolazione residente in Italia (dati Istat 2023) e nel 2023 rimane invariato e ampiamente sotto la sufficienza il livello di consapevolezza finanziaria e assicurativa (46) sul campione intervistato di circa 300 persone di tre principali comunità (filippina, rumena e sudamericana). È una parte di popolazione che per il 60% tende a non risparmiare, a non investire e a non proteggersi. Quando decidono di investire, però, sono più propensi a chiedere il supporto di un professionista rispetto agli italiani (91% vs 80%). 

In generale, il mondo economico finanziario attuale “è sempre più complesso e vede l'intrecciarsi di diverse dinamiche”, rileva l’analisi: “da un lato lo svilupparsi di reti sociali sempre più espanse, che permeano le giornate di ogni cittadino dandogli la possibilità di collegarsi con diverse persone e professionisti. Dall’altro lato, la realtà digitale sta avendo, giorno dopo giorno, una presenza sempre maggiore nella vita di tutti noi”. 

La finanza è un tema che si sta diffondendo sempre di più proprio attraverso il mondo digitale che permette di informarsi, confrontarsi e entrare in contatto con nuove conoscenze e persone. In questo contesto sempre più accelerato, però, le conoscenze finanziarie sono a forte rischio di obsolescenza. Quindi è importante non solo raggiungere un buon livello di conoscenze e di consapevolezza, ma anche tenersi sempre informati e aggiornati.

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