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Rappresentazione visiva dell'articolo: BTP Valore, cedole ritoccate all’insù. Ma le opportunità potrebbero essere altrove

BTP Valore, cedole ritoccate all’insù. Ma le opportunità potrebbero essere altrove

Adriano Loponte

27 ottobre 2026

Adriano

  1. Alla fine il Tesoro ha dovuto cedere e correggere il tiro. La prima emissione "doppia" del BTP Valore si chiude con un bottino niente male: 16,62 miliardi di euro incassati e oltre 560 mila contratti firmati, ma soprattutto con una revisione al rialzo dei rendimenti finali.I risparmiatori hanno risposto, certo. Tuttavia, il ritocco delle cedole da parte del Ministero dell’Economia riporta a galla una questione centrale che vi avevo chiaramente evidenziato la scorsa settimana, proprio all'avvio del collocamento: le condizioni di partenza erano piatte e non rappresentavano affatto la scelta migliore su piazza.Chi mi legge sa che non amo gli entusiasmi a scatola chiusa. Settimana scorsa lo avevo scritto nero su bianco: guardate oltre la pubblicità di Stato. Numeri alla mano, sul mercato secondario c’erano già BTP in circolazione capaci di offrire rendimenti netti superiori, senza bisogno di attendere le nuove emissioni. Certo, la decisione del MEF di alzare i tassi finali dipende dall'andamento generale dei mercati e non è un'ammissione diretta di colpa. Ma resta la sostanza di quello che ci eravamo detti: non basta che un titolo sia "nuovo" o "di moda" perché sia automaticamente il più conveniente.Andiamo al sodo dei numeri aggiornati per il titolo a scadenza ottobre 2031. Per la versione tradizionale a cedole trimestrali crescenti, il rendimento annuo sale:
  2. Anni 1 e 2: dal 3,70% al 3,75%
  3. Anni 3 e 4: dal 4,10% al 4,20%
  4. Anno 5: dal 4,70% al 4,75%

Promozioni in extremis anche per la versione BTP Valore Insieme: la maxi-cedola finale unica passa dal 22,25% al 22,70% lordo dopo cinque anni. I rendimenti effettivi a scadenza delle due formule finiscono per sovrapporsi, lasciando all'investitore solo la scelta del "come" incassare: il flusso periodico per chi vuole un'entrata costante, la botta finale per chi non ha bisogno di liquidità immediata.Il verdetto delle sottoscrizioni, peraltro, ci dice molto su come ragioniamo in Italia: il 72,6% delle preferenze (12,07 miliardi) è andato al BTP tradizionale. Amiamo ancora toccare con mano la cedola periodica, è una certezza psicologica difficile da scalzare.Chiuso il sipario sul collocamento, la partita vera si sposta dove il mercato vive ogni giorno. Nelle ultime sedute i prezzi delle obbligazioni già quotate hanno subito qualche oscillazione al ribasso. E nel nostro mondo, prezzo che scende significa solo una cosa: rendimento a scadenza che sale.Acquistare oggi un BTP "sotto la pari" (ovvero a un prezzo inferiore a 100, il valore di rimborso) garantisce un doppio guadagno: le cedole concordate e la plusvalenza finale tra prezzo d'acquisto e quota finale rimborsata. Senza contare il fattore fiscale: per chi ha minusvalenze pregresse da compensare nello zainetto fiscale, questa quota di plusvalenza può rivelarsi una manna dal cielo per abbattere le tasse.Ma c'è un secondo passaggio fondamentale su cui insisto spesso e che troppi risparmiatori tendono a ignorare: la dipendenza dal debito di casa nostra.Il mercato obbligazionario europeo è vasto e pieno di alternative. Paesi come Francia, Spagna o Belgio vantano valutazioni di merito creditizio (rating) superiori a quelle dell'Italia. In diversi contesti di mercato, le emissioni di questi Stati offrono rendimenti assolutamente competitivi rispetto ai nostri BTP, garantendo al contempo un profilo di rischio più contenuto.Innamorarsi del debito pubblico italiano per patriottismo o pigrizia finanziaria è un rischio di concentrazione che non possiamo permetterci. Diversificare la quota obbligazionaria del portafoglio su più Paesi sovrani europei permette di proteggere i risparmi senza rinunciare ai guadagni. Tra l'altro, dal punto di vista del portafoglio non ci sono scuse: anche i titoli di Stato esteri inseriti nella "white list" beneficiano dell'aliquota fiscale agevolata al 12,5%, esattamente come i BTP.Il BTP Valore ha chiuso la sua corsa e il ritocco finale lo ha reso sicuramente più appetibile rispetto al debutto. Ma la lezione della scorsa settimana resta valida ed è la bussola che dovrebbe guidare ogni nostra scelta: non confondiamo la popolarità di un prodotto con la sua convenienza.Il Tesoro ha alzato la posta per spingere le vendite, ma là fuori, tra mercato secondario italiano e titoli di Stato europei, la caccia al rendimento netto ideale è ancora aperta. L'obiettivo di un investitore consapevole non deve mai essere comprare il titolo di cui parlano tutti al bar, ma costruire un portafoglio misurato al millimetro sulle proprie esigenze, sulla propria tolleranza al rischio e sulla reale resa al netto di tasse e spese. 

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