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Rappresentazione visiva dell'articolo: EssilorLuxottica, il bivio di Milleri: tra i segreti di Delfin e la sfida ai giganti del Med-Tech

EssilorLuxottica, il bivio di Milleri: tra i segreti di Delfin e la sfida ai giganti del Med-Tech

Adriano Loponte

05 maggio 2026

Adriano

Dimentichiamoci per un attimo il glamour delle sfilate e il luccichio dei Ray-Ban in vetrina. Se vogliamo capire cosa stia succedendo davvero dentro l’universo EssilorLuxottica, dobbiamo smettere di guardare le montature e iniziare a scrutare dentro i caveau di famiglia e i laboratori di ricerca medica. La partita che si gioca oggi è doppia, ed è di quelle che decidono il destino del capitalismo europeo. Da una parte c’è il grande freddo, o meglio il grande riordino, della cassaforte Delfin: la holding dei Del Vecchio non è solo un salvadanaio di famiglia, ma un perno del sistema finanziario italiano che tiene in mano le chiavi di Mediobanca, Generali e Unicredit. Dall’altra parte, c'è la metamorfosi industriale guidata da Francesco Milleri. L’ambizione è quasi sfacciata: smettere di essere percepiti come "quelli che fanno gli occhiali" per trasformarsi in una piattaforma med-tech, un ecosistema dove la salute visiva e i dati personali passano attraverso il ponte che portiamo sul naso.Il nodo che tiene col fiato sospeso il mercato è quello della governance. Gli investitori sono nervosi e non lo nascondono: nonostante i fondamentali siano solidi, la finanza odia l’incertezza. Il possibile riassetto che vedrebbe Leonardo Maria Del Vecchio salire al 37,5% delle quote, rilevando le parti dei fratelli Luca e Paola, promette di accorciare la catena del comando e semplificare i processi. Milleri ripete spesso che semplificare è un bene, ed è vero sulla carta. Ma nelle dinamiche di una dinastia così complessa, la semplificazione è un’arma a doppio taglio: se garantisce stabilità il titolo decolla, se invece viene percepita come una concentrazione di potere eccessiva che può innescare nuovi attriti, il mercato si mette sulla difensiva. La vera sfida per il gruppo è dimostrare che il "dopo-Leonardo" non sia una lunga scia di carte bollate e tensioni ereditarie, ma l’inizio di una nuova normalità istituzionale. Senza una governance limpida e prevedibile, anche il miglior bilancio del mondo fatica a convincere i grandi fondi internazionali.E i numeri, a dire il vero, sarebbero già dalla loro parte. Il bilancio 2025 parla chiaro, con un fatturato di 28,5 miliardi di euro e un utile netto di 2,31 miliardi. Eppure, la vera notizia non sta nei dividendi, ma nella direzione che stanno prendendo i capitali. L’acquisizione di Heidelberg Engineering è un segnale di fumo inequivocabile: a Milleri interessa la diagnostica avanzata. La scommessa è sulla longevità. In un mondo che invecchia, chi controlla la vista controlla una porta d’accesso privilegiata alla salute predittiva. Gli occhiali intelligenti sviluppati insieme a Meta non sono un semplice gadget tecnologico, ma un cavallo di Troia per presidiare il settore dei wearable device. Qui la sfida si fa politica: EssilorLuxottica non ha intenzione di ridursi a fare il fornitore di hardware per Mark Zuckerberg, ma vuole sedersi al tavolo come partner paritario, mantenendo il controllo di un ecosistema dove salute e dati tendono a sovrapporsi.Non è però una passeggiata trionfale. Entrare nel territorio del med-tech significa andare a sbattere contro i giganti della Silicon Valley: Apple, Samsung e Google hanno una potenza di fuoco finanziaria e una capacità di gestione dei dati che farebbe tremare chiunque. Luxottica ha un vantaggio competitivo enorme — la conoscenza del cliente, la rete capillare di negozi e una manifattura d'eccellenza — ma la velocità del settore tecnologico è brutale e non perdona errori nei cicli di prodotto. Per risparmiatori e investitori, il caso EssilorLuxottica resta uno dei laboratori più interessanti del nostro tempo. Rappresenta la transizione faticosa tra l’industria manifatturiera del Novecento e il nuovo capitalismo delle piattaforme. Se Delfin troverà la sua pace interna e se la strategia tecnologica si dimostrerà capace di produrre redditività e non solo narrazioni eleganti, avremo un campione europeo capace di competere alla pari con i colossi americani e asiatici. Ma la strada è ancora sporca di incognite, e il futuro si scriverà proprio su quel doppio crinale che separa la pace in famiglia dall'innovazione più estrema.

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