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Rappresentazione visiva dell'articolo: Il giudice spento: cosa insegna il caso Guillou

Il giudice spento: cosa insegna il caso Guillou

Adriano Loponte

03 ottobre 2026

Adriano

Nicolas Guillou è un magistrato francese della Corte penale internazionale dell'Aia. Vive in Europa e, a un certo punto, si è ritrovato senza la sua carta Visa. Amazon, Airbnb e PayPal gli hanno chiuso gli account. Persino una camera d'albergo in Francia, prenotata tramite Expedia, gli è stata cancellata. Lui stesso ha raccontato di sentirsi riportato di colpo agli anni Novanta, con la differenza che il mondo intorno a lui, nel frattempo, non è più quello degli anni Novanta.Guillou non ha commesso alcun reato. Nel novembre 2024 faceva parte del collegio che ha emesso i mandati d'arresto contro Benjamin Netanyahu e l'allora ministro della Difesa Yoav Gallant. Il 20 agosto 2025 l'amministrazione Trump lo ha inserito nella lista dei soggetti sanzionati dall'OFAC, l'ufficio del Tesoro americano che gestisce le sanzioni: la stessa lista in cui compaiono terroristi e narcotrafficanti. Da lì, a cascata, le aziende americane hanno fatto ciò che la legge americana impone loro di fare.Paolo Benanti parte da questa vicenda nel suo nuovo libro, Il caso Guillou. Storia di un'identità cancellata (Silvio Berlusconi Editore), e ne ha parlato con Raffaele Gaito nel podcast What's Next. La conversazione merita l'ascolto. A me, però, interessa soprattutto un aspetto che prima ancora che tecnologico è economico.Per anni in Europa abbiamo discusso della dipendenza dal gas russo, dai chip asiatici e dalle terre rare cinesi. Della dipendenza dalle infrastrutture di pagamento e dai servizi digitali americani si è parlato molto meno. Forse perché funzionano bene, e nessuno ci pensa finché non smettono di funzionare.Guillou lo ha spiegato con precisione davanti a una commissione dell'Assemblée nationale. In Francia esiste un circuito nazionale, Cartes Bancaires, ma le carte emesse dalle banche francesi sono quasi sempre associate a Visa o Mastercard. Il risultato è che una decisione presa a Washington può impedire a un cittadino francese di pagare un albergo in Francia. Non serve un tribunale né un trattato: basta il codice di un sistema di pagamento. In Italia, con il circuito domestico affiancato a quelli internazionali su gran parte delle carte, il quadro non è molto diverso.Benanti usa un'immagine che resta in testa. Nel Medioevo il potere apparteneva ai landlord, i signori della terra. Oggi rischia di finire nelle mani di chi controlla dati, software e infrastrutture. Pensiamo di possedere lo smartphone che teniamo in tasca, ma in realtà possediamo vetro, metallo e silicio. Il resto lo usiamo su licenza, e una licenza si può revocare.C'è poi una questione più antica: chi controlla il controllore? Le democrazie liberali si reggono sull'idea che chi scrive le regole non sia anche chi le applica e chi giudica. Un sistema automatico tende a fondere questi tre momenti: la regola è scritta nel software e scatta da sola quando si verificano certe condizioni. L'automazione in sé non è un male. Lo diventa quando non si sa chi ha deciso, perché, e a chi rivolgersi per contestare.Benanti la chiama "teoria delle mille mani". Dietro un algoritmo ci sono sviluppatori, aziende, fornitori di dati, cloud provider e committenti. Quando qualcosa va storto, ognuno può indicare qualcun altro.La sua proposta non è frenare l'innovazione, ma costruire un'accountability relazionale: sapere quali dati usa un sistema, chi ne risponde, quali limiti ha e chi lo ha certificato. È quello che facciamo da decenni con automobili e farmaci. Il codice della strada non ha impedito di costruire auto più veloci, ha stabilito chi paga in caso di incidente. Vale la pena ricordarlo ogni volta che sentiamo dire che regolare l'intelligenza artificiale significa consegnare il futuro ad americani e cinesi.Il caso Guillou lascia all'Europa una domanda semplice da porre e difficile da risolvere: se la sovranità, oggi, riguardi ancora solo territorio, moneta e confini, o anche le infrastrutture attraverso cui cittadini e imprese pagano, lavorano e comunicano. La storia di un giudice che non riesce a prenotare un albergo nel proprio Paese suggerisce una risposta. Il potere non sta tanto nel possedere i dati, quanto nel decidere chi può usarli.  

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